don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 23 Marzo 2020

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“Un’ora dopo mezzogiorno”

Il bimbo del funzionario del re aveva la febbre e stava per morire. Suo padre allora si reca da Gesù per chiedergli di guarire suo figlio. Non aveva una particolare fede in Gesù, solo era a conoscenza che poteva guarirlo a causa dei miracoli che aveva già compiuto in città (Cana). Sopraggiunta la notizia della guarigione di suo figlio, capisce che non si tratta di una coincidenza.

È guarito alla stessa ora in cui Gesù gli aveva confermato che per suo figlio non c’erano più problemi di salute, è guarito per Gesù, per la sua parola potente. Senza la malattia, giunta al punto di essere quasi mortale per il suo bambino, quell’uomo non avrebbe mai cercato Gesù, non avrebbe mai creduto in Lui. Non devi aver bisogno dei miracoli per credere che Dio esista, nè se già credi in Lui, devi aspettarti di essere miracolato ad ogni costo. Piuttosto è nella sofferenza che non devi dubitare in Dio, mentre la notizia di un miracolo deve aiutarti a credere di più nella Sua presenza. Ieri come oggi anche una febbre che porta alla morte può essere causa di conversione.

In breve

La guarigione dalla malattia è una segno che Dio ti ascolta, ma è la tua sofferenza la via che ti mette sui passi di Dio.

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