don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 21 Aprile 2020

149

“Come crederete se vi parlerò di cose del cielo?”

Gesù risponde a Nicodemo dicendo che sarà difficile credergli quando parlerà di cose del cielo se chi lo ascolta non ha creduto nemmeno quando ha parlato delle cose della terra, ciò vicine all’esperienza umana e comprensibili.

Gli atteggiamenti e le parole di Gesù infatti aiutano innanzitutto a vivere bene la propria umanità e le proprie relazioni. Per questo il vangelo può essere inteso da tutti e alcuni insegnamenti in esso presenti si possono anche ritrovare in comune con altre religioni e altre filosofie di vita. Ma il vangelo indica all’uomo anche il cielo, come relazionarsi con Dio e con i fratelli secondo il Suo amore. Per vivere il vangelo in questo senso è indispensabile la fede, aderire con la vita alla Parola di Dio. Senza la fede il vangelo viene compreso a metà, solo come sapienza umana. Gesù invece ha voluto indicare il cielo, offrire la salvezza e indicare la via per raggiungerla molto di più che una “semplice” sapienza che accompagnasse l’uomo per la vita terrena. Tu cosa attingi dal Vangelo?

In breve

Dal vangelo puoi attingere non solo quella sapienza che ti aiuta a vivere bene la tua umanità e le tue relazioni, ma anche quegli insegnamenti che ti formano nella fede e ti fanno erede del cielo.

Di don Vincenzo Marinelli anche il libretto:

La buona novella. Riflessioni per l’Avvento e il Natale disponibile su: AMAZON | IBS

Commento a cura di don Vincenzo Marinelli