don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 2 Aprile 2020

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“Chi credi di essere?”

Alcune affermazioni di Gesù sulla sua persona lasciavano perplessi i giudei, ma in alcuni casi risultavano perfino irritanti. Le affermazioni di Gesù andavano ben oltre quello che sia un rabbino, per quanto dotto e saggio, e sia un uomo potevano attribuirsi.

Il dialogo si infrange e si giunge ad uno scontro vero e proprio. Da un lato i giudei vogliono lapidarlo, dall’altro Gesù si nasconde e fugge. Ma cosa ha detto Gesù di sè di tanto irritante? Che la sua parola è fonte di vita eterna e chi la osserva non vedrà la morte. Forse queste parole oggi non scandalizzano come quando furono pronunciate. Ma forse è sufficiente pensare alla potenza inflazionata che oggi, più di allora, hanno le parole. Quanto peso daresti ad una promessa? Ad una parola data? Quanto tempo, o addirittura anni potresti investire sulla parola data da un uomo? Gesù ti chiede di investire sulla sua parola ancora di più, addirittura non solo fino alla morte, ma fino al di là di essa. La tua fede fino a che punto è pronta a sbilanciarsi e ad affidarsi alle parole di Gesù?

In breve

In un tempo in cui le parole hanno perso la loro forza e le promesse la loro credibilità, la Parola di Dio si offre come modello per le parole umane, come segno di affidabilità e credibilità fino alla vita eterna.

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