don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 17 Febbraio 2020

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“Un segno dal cielo”

Un segno è un avvenimento che vive di una logica paradossale. Mentre si realizza attraverso circostanze e eventi del tutto naturali, allo stesso tempo, proprio per le circostanze in cui si realizza, rimanda al di là dell’ordine naturale delle cose. Il segno di per sé non dice nulla di preciso se guardato dall’esterno, ma per chi lo “attende”, per chi lo “cerca” esso offre conferme o smentisce.

Gesù si nega dall’offrire un segno non per rendere più incerto e confuso il cammino, ma perchè i farisei cercano un segno come prova della sua divinità, della sua figliolanza divina. Spesso il segno che si cerca da Dio è un segno che ci faccia “scendere dalla croce”, che dia una dimostrazione della sua potenza allontanando da noi la prova. Ma Gesù ha insegnato che il segno vero della sua onnipotenza è proprio nel permetterci di superare la prova, di sentirne la fatica, il dolore, ma di non soccombere in essa. Tu che segni cerchi da Dio? Quelli di un’onnipotenza che si sostituisca alla tua umanità e allontani la prova o che la sostenga finchè non sia superata?

In breve

I segni della presenza di Dio si manifestano particolarmente nella sofferenza e nella prova, proprio nella situazione da dove tu vorresti fuggire o in cui eviteresti di trovarti. Sono il luogo in cui in modo più genuino puoi riconoscere chi è Dio e chi sei tu.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Perché questa generazione cerca un segno?
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 11-13   In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.   Parola del Signore