don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 15 Ottobre 2020

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“Per sorprenderlo nelle parole uscite dalla sua bocca”

Il contesto in cui parlava e agiva Gesù non gli era sempre favorevole. Alla folla che lo seguiva e ammirava il suo insegnamento, si contrappongono scribi e farisei che cercavano di porgergli domande insidiose, o tentavano di presentargli dei casi limite per entrare in polemica con Lui. In questo contesto di per sè molto teso, capace di mettere in soggezione e indurre in ansia chiunque, Gesù rimane tranquillo e pienamente capace di gestire la situazione. Gesù ascolta i suoi interlocutori, non per capire dove vogliono arrivare, ma per mettere allo scoperto le motivazioni profonde che sono all’origine di quell’atteggiamento ostile.

Quando parli con gli altri tu su quale livello concentri la tua attenzione? Il primo livello è quello del contenuto letterale del messaggio; poi c’è la postura, il tono della voce e tutto il linguaggio non verbale che può corroborare o smentire quel messaggio. E poi c’è il livello più profondo delle motivazioni che portano l’altro a parlare ed agire in quel modo. Le vere risposte sono quelle relative a quest’ultimo livello (spesso più legato a dei bisogni o a delle emozioni), più che al contenuto del messaggio in sè. Gesù non teme il contesto avverso perchè guarda, più che se stesso e agli errori che potrebbe commettere, alle motivazioni profonde che muovono i suoi interlocutori ad interrogarlo. Smuovere il loro animo è quanto gli sta davvero a cuore.

In breve

Spesso si risponde all’altro partendo più dal proprio sapere che dal bisogno interiore che lo spinge a parlare o ad agire in quel modo. Sapresti riconoscere quante volte hai dialogato davvero con qualcuno, riuscendo a rispondere ai bisogni del suo cuore più che al contenuto letterale del suo messaggio?


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Commento a cura di don Vincenzo Marinelli