don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 15 Giugno 2020

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“Porgi l’altra guancia”
 
È la versione riveduta e corretta di “Occhio per occhio e dente per dente”, ma è anche un’espressione che mette in seria discussione. Il rapporto da avere con chi ci fa del male e il modo di reagire ha messo in crisi anche gli apostoli fino al punto di chiedersi: quante volte bisogna perdonare il prossimo? Certamente davanti al male subito ci sono tanti aspetti da tener presente: chi ci ha fatto del male, l’entità del danno, che valore aveva per noi, il contesto in cui è avvenuto etc.. ma Gesù come sempre è molto diretto e profondo e svela la radice del problema: quello che ti impedisce di perdonare, di reagire al male con il bene è il dolore che ti è stato inflitto, più del danno. Ci sono danni/offese ben peggiori che riesci a perdonare e danni/offese minori che ti costano fatica. La chiave è proprio lì, nel dolore che hai provato. Pertanto il rischio è quello di farti guidare da un sentimento più che dalla ragione e in questo modo chi ci perde sei innanzitutto tu. Chi riesce a porgere l’altra guancia è chi ha saputo perdonare, chi ha saputo entrare in contatto con quel dolore e gestirlo, dominarlo (non soffocarlo!). Quel dolore non gli fa più male e pertanto è una persona libera che ha ripreso in mano la situazione e custodisce ancora la pace nel cuore. Se sei capace di porgere l’altra guancia è perchè hai fatto questo cammino interiore su te stesso, sul tuo dolore. Gesù ti indica l’azione finale, l’atteggiamento esteriore ma per compierlo hai bisogno di fare questo cammino con Lui, non pretendere che venga fuori dalle tue sole forze.

In breve

Sai porgere l’altra guancia quando hai imparato a gestire insieme con Gesù il dolore per il male subito. Vuol dire che hai ritrovato la tua libertà interiore e la pace del cuore, non permettendo più che sia quel dolore a dominarti e condizionarti ancora.

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Commento a cura di don Vincenzo Marinelli