don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 16 Aprile 2020

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“Avete qui qualche cosa da mangiare?”

La sensibilità di Gesù è davvero sorprendente e delicata. Gesù appare tra i discepoli ed essi hanno paura. Allora per rasserenarli gli parla, gli fa vedere i segni della sua crocifissione, li invita a toccarlo nelle sue piaghe. Ma essi nonostante la presenza di Gesù, le sue parole, i segni così eclatanti, ancora sono bloccati tra gioia e stupore. Allora Gesù per confermare che non fosse un fantasma, ma fosse vivo e reale si “abbassa” a compiere un gesto molto umano, si ferma a mangiare. Un gesto molto concreto per fugare ogni ulteriore dubbio su di lui e sulla sua risurrezione.

Quante volte umanamente si ha poca pazienza, si vuole essere subito creduti o ascoltati, senza fermarsi a comprendere in che situazione si trovi l’altro che ascolta. Se è nello stato d’animo di accogliere quanto si sta dicendo. Gesù sa ascoltare, si rende conto che credere nella risurrezione non è proprio così immediato e compie con gradualità tanti piccoli passaggi che pian piano dispongono i suoi discepoli a riconoscerlo veramente come risorto. La delicatezza e la sensibilità di Gesù sono davvero commoventi e predispongono il cuore e la mente ad aprirsi e ad ascoltare perchè non forzano ad accogliere un messaggio e non urtano i suoi discepoli.

In breve

La sensibilità per lo stato d’animo dell’uomo e la delicatezza nell’adeguare il proprio messaggio alla sua condizione sono le armi divine con cui Gesù persuade il cuore dell’uomo e lo dispone a ricevere il suo amore.

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Commento a cura di don Vincenzo Marinelli