don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 12 Novembre 2019

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“Siamo servi inutili”

Certamente Gesù con queste parole non intendeva approvare il sistema della servitù, ma riferirsi ad essa per insegnare uno stile da assumere nei nostri compiti quotidiani. Quante volte infatti tendiamo a sottolineare la grandezza del nostro operato?

O poniamo in evidenza i sacrifici e le fatiche che abbiamo affrontato o diamo rilievo ai nostri meriti e alle nostre qualità. Sapresti dire alla fine del tuo lavoro: ho fatto solo quanto dovevo fare?

Prova a pensare che le abilità che hai sviluppato sono doni di Dio e se sei riuscito a sostenere delle difficoltà è stato solo per merito della sua grazia. Avevi dunque già il necessario per compiere quanto ti era chiesto e, pertanto, hai potuto realizzarlo.

Quello che tu effettivamente ci hai messo di tuo è così poco che non sarebbe opportuno nemmeno farlo rilevare. È come se dicessi di aver comprato una casa, ma sapendo che la tua parte in realtà è stata solo di pochi euro.

Che figura ci faresti se lo venisse a sapere chi ti ha prestato tutto il patrimonio restante? Questo è il merito che hanno le tue opere rispetto a quanto Dio ti dona.

In breve

Le tue opere sono sempre il risultato delle risorse che il Signore mette tra le tue mani, non attribuire a te stesso meriti non tuoi.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17, 7-10

In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore

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