don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 11 Marzo 2020 – Mt 20, 17-28

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“È venuto per servire”

Servire fino a dare la propria vita è stata la missione di Gesù, è stata la via che Lui ha insegnato agli uomini per diventare grandi. Servire è lo stile che viene chiesto in questi giorni a tutti. Dare la propria vita, organizzarla in funzione dell’altro, anteporre a se stessi un bene più grande. Non si tratta solo di osservare gli accorgimenti precauzionali, rispettare le indicazioni governative, stare in casa. Questo è chiesto a tutti indistintamente. E c’è chi può farlo per timore, per ansia e paura, o per senso di responsabilità. Ma come cristiani ci è chiesto un di più. Ci è chiesto di servire questa situazione con la fede, con la speranza e la carità. Sono atteggiamenti che non possono mancare.

La fede è la consapevolezza che la vita e la salute sono nelle mani di Dio. Pertanto dopo aver osservato i risaputi accorgimenti, bisogna restare sereni e fiduciosi.
La carità richiede invece di pregare per tutti. Chi ha il dono di star bene deve pregare per sostenere chi è malato e chi è vicino ai malati. Inoltre, nelle forme possibili, è opportuno non fermarsi solo a soddisfare le proprie esigenze, ma tenere lo sguardo sempre aperto ai bisogni altrui.

Infine la speranza richiede l’intelligenza di condividere solo le informazioni attendibili e necessarie, e i messaggi di fede che rinvigoriscono lo spirito e lo aiutano ad affidarsi a Dio, evitando invece di diffondere notizie allarmanti.

In breve

Se tieni la mente e il cuore rivolti a Dio potrai servire in modo più libero e opportuno gli altri: nell’incertezza della salute esortando ad affidarsi a Dio; nella paura indicando la speranza; nel bisogno mostrando la tua solidarietà.

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