don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 10 Aprile 2020

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“Lo crocifissero”

Gesù è inchiodato alla croce. Le sue mani, i suoi piedi così ricolmi di onnipotenza divina potrebbero svincolarsi da quei chiodi in un attimo, ma Gesù, al contrario, rigettando ogni subdola provocazione, rimane sulla croce. “Rimanere” è un verbo ormai di moda in questo tempo, un verbo a volte scomodo, un verbo che limita la propria libertà, la vita, le attività. Ma in fondo quello che ci è chiesto è di “rimanere” a casa, tra i propri agi e le proprie comodità. Gesù ha scelto invece di “rimanere” sulla croce, appeso senza dignità, senza confort, senza nemmeno un pò d’acqua. L’ha fatto perchè ha preso su di sè quella sofferenza che si sta consumando in queste settimane negli ospedali, nelle case dove migliaia di persone non torneranno più. Dolore per tante vite frantumante, tante storie interrotte bruscamente che solo il sostegno di Dio può aiutare a reggere. La passione di Cristo tante volte contemplata attraverso il vangelo e la croce, oggi il Signore chiede di scorgerla negli ultimi eventi di dolore e di lutto che accomunano tutta l’umanità. Se c’è qualcosa che oggi ti costa sacrificio, falla insieme con Gesù, offrila a Lui. Sarà il tuo personale contributo che, unito al Suo, servirà ad alleviare il dolore che il male provoca all’umanità.

In breve

Gesù resta sulla croce per sostenere l’umanità nel dolore e nella sofferenza che genera il male

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