don Umberto Guerriero – Commento al Vangelo del 30 Luglio 2021

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Sentirsi stranieri nella propria patria, estranei in casa propria… deve essere sicuramente una delle sensazioni più faticose da vivere. Il peso del l’ostilità e del pregiudizio paiono insopportabili, non soltanto perché scopriamo di non essere riconosciuti lì dove ci dovremmo sentire in famiglia, oppure accolti lì dove ci hanno visto crescere, ferisce profondamente. Ciò che ci mette al tappeto è essere colpiti quando pensiamo di trovarci al sicuro, di essere tra amici. 

È quando abbassi le difese che i colpi subiti fanno più male. 

Non deve essere stato facile neanche per Gesù ritrovarsi a diventare motivo di scandalo per i suoi compaesani. E pensare che (se solo avesse voluto) nessuno più di Lui avrebbe potuto soddisfare le attese di quella gente che conosceva alla perfezione, come le proprie tasche. Nessun altro meglio di Gesù avrebbe potuto catalizzare e capitalizzare il loro consenso. 

Ma Gesù sceglie un’altra strada, sa bene che è necessario andare in in tutt’altra direzione. Egli non si lascia imprigionare dai condizionamenti e dalle attese altrui; non diventa schiavo del consenso negato o condizionato. Nonostante l’atteggiamento della sua gente lo sorprenda e, in qualche misura lo ferisca, malgrado la meraviglia, Gesù rimane libero per annunciare un Dio che sceglie le vie dell’umano (il suo essere falegname, figlio, fratello…) per rivelare se stesso al mondo. 

Torno a casa e fa festa solamente il mio cane
POTEVI FARE DI PIÙ – ARISA


AUTORE: don Umberto Guerriero
FONTE: #Vangeloasquarciagola (canale Telegram) – Sito

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