don Umberto Guerriero – Commento al Vangelo del 2 Giugno 2021

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Avanti un altro! Oggi tocca ai sadducei cercare di mettere in difficoltà Gesù. Quanta pazienza ebbe il Maestro nel tentare di trasformare anche quelle situazioni che nascevano come sterili controversie, in occasioni di annuncio, istruzione, conversione. 

Già voler applicare le nostre logiche, spesso grette e meschine, a questa vita non ci aiuta a comprenderne il senso profondo. Quando poi pretendiamo di pensare con le stesse categorie anche all’eternità allora rischiamo di diventare ridicoli. 

Accade così a quei sadducei che sfidano Gesù presentandogli un caso di scuola, una storiella costruita a tavolino, dal sapore tragicomico. Un caso che enfatizza la realtà fino a snaturarla, che trasuda saccenza e arroganza, e finisce per mettere in ridicolo la loro stessa legge. 

La vita eterna non è soltanto un riflesso o un semplice prolungamento di quella presente. C’è un vero e proprio salto di qualità: dal possesso all’appartenenza, dal prendere all’accogliere, dalla schiavitù alla libertà. 

Non è certo il primo caso in cui Gesù si trova di fronte contestazioni e incomprensioni da parte dei suoi interlocutori. Stavolta però si tratta di un “grave errore”. 

Il tema della risurrezione è centrale; se lo si ritiene secondario o addirittura facoltativo di rischia di commette un tragico “errore sulla persona”, di credere nel “Dio dei morti” e non nel “Dio dei viventi”.

Infatti, “se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede” (1Cor 15,12-14).

Credere all’eternità è difficile
Basta non pensarci più e vivere
MI SENTO BENE – ARISA


AUTORE: don Umberto Guerriero
FONTE: #Vangeloasquarciagola (canale Telegram) – Sito

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