don Umberto Guerriero – Commento al Vangelo del 18 Marzo 2021

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La storia sembrerebbe appartenere esclusivamente ai protagonisti, agli attori principali, a coloro che (nel bene o nel male) si prendono il centro della scena. Per la memoria collettiva solo loro sembrano avere il diritto di essere ricordati; tutti gli altri, invece, paiono svanire nel nulla, quasi a dissolversi sullo sfondo, mentre in primo piano le vicende si susseguono rapidamente, senza lasciare spazio alcuno per le semplici comparse. Eppure dietro le quinte di ogni palcoscenico, dal più umile al più prestigioso, ci sono coloro che lavorano senza sosta per far sì che lo spettacolo possa andare in scena. In un certo senso si ritraggono, scelgono di stare un passo indietro, per lasciare spazio ad altri.

Credo sia esperienza condivisa. Dietro le nostre conquiste e i nostri successi si nascondono l’amore, la dedizione, il sacrificio e il lavoro di altri che, “in ogni senso, hanno creduto, cercato e voluto che fosse così”. È quello che fa un padre. 

Ci sono persone capaci di silenzi carichi di senso. Non quelli di chi rimane attonito, in balia degli eventi; né quelli di chi sa fare soltanto scena muta o sceglie di essere omertoso, rendendosi complice di piccole o grandi nefandezze. Ci sono silenzi che parlano più di mille parole, che accarezzano e scuotono, rincuorano e incoraggiano.

Ci sono persone capaci di sguardi che non giudicano, né indagano per mera curiosità; ma sanno accompagnare anche da lontano. Sono sguardi che esprimono una capacità di custodire in maniera autentica, senza sostituirsi né imprigionare, e per questo infondono grande fiducia. 

Ci sono persone che non vivono la pretesa di essere sempre al centro dell’attenzione, ma sanno lasciare il posto ad altri. Sono in grado di fare spazio perché tu possa esprimere il meglio di te, spiegare le tue ali e volare verso l’alto.

Ci sono uomini che non rincorrono fragili illusioni, che non cercano nei sogni una semplice fuga dalla complessità del reale; uomini capaci di sognare sul serio, di pensare in grande, di mettere in dialogo le intuizioni del cuore e le ragioni della mente, per dare forma alla vita.

Di Giuseppe non conosciamo nessuna parola… mi viene da pensare che tacere sia un’ottima strada per diventare uomini giusti, come lo è stato lui. Ma il suo è un silenzio eloquente, l’atteggiamento di un cuore che cerca il bene, la verità. Chissà quante volte avrà guardato il bambino Gesù in silenzio, da lontano, provando a custodirlo senza legarlo a sé. Chissà quante volte quel bambino, già prima dell’episodio del tempio, si sarà allontanato per qualche momento da lui e, nonostante questo, avrà scoperto che lo sguardo di un padre non ti lascia mai solo. L’umile falegname di Nazaret è stato capace di sognare e di cambiare i suoi piani per qualcun altro. Questo sa farlo solo chi ama con tutto se stesso. 

Giuseppe è quel silenzio che accoglie, quello sguardo che custodisce, quel ritrarsi che permette ad un altro di essere ciò che è, quel sognatore che apre sentieri di futuro. Proprio per questo Giuseppe è padre e insegna anche a noi ad esserlo davvero. 


AUTORE: don Umberto Guerriero
FONTE: #Vangeloasquarciagola (canale Telegram) – Sito

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