don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo di oggi 8 Giugno 2019 – Gv 21, 15-19

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Rimanere sulla via del martirio della vita quotidiana

La coppia Pietro e il discepolo amato è presentata sia nell’ultima cena, quando Gesù annunciò il tradimento, sia la mattina di Pasqua quando, ricevuto l’annuncio dalla Maddalena, insieme erano usciti dal cenacolo correndo verso il sepolcro vuoto. Il discepolo amato, che era più giovane, corse più veloce, ma aspettò Simon Pietro per entrare nel sepolcro. Infine la coppia ritorna in questo piccolo quadro narrativo che chiude il capitolo finale nel quale il discepolo amato riconosce Gesù sulle sponde del lago e Pietro si getta in acqua vestito per raggiungerlo, mentre gli altri lo seguivano con le barche piene di pesci.

Gesù, guardando con amore Pietro, gli ha annunciato che avrebbe glorificato Dio col martirio cruento. La prospettiva che Simone ha davanti a se non è umanamente esaltante. A tutti fa paura la fatica e il dolore del sacrificio e Pietro ha ancora impressi nella mente i ricordi della passione di Gesù. D’istinto l’apostolo si volge indietro e scorge l’amico più giovane che li seguiva. Pietro, investito del ministero di pascere il gregge di Gesù si preoccupa del destino del discepolo amato, ma il maestro lo richiama al suo: Tu seguimi! A Pietro non spetta di sapere quale sia la vocazione dell’altro, ciò che il Signore vuole per lui, il modo con il quale seguirlo e servirlo. Chi si prende cura della Chiesa ha fondamentalmente la missione di aiutare l’altro a realizzare la sua vocazione; il ministero è quello di assecondare lo Spirito e affiancare i fratelli perché possano fare la volontà di Dio.

Non c’è un unico modo di essere discepoli di Gesù. San Paolo lo esprime in una maniera chiarissima quando afferma “riguardo ai doni dello Spirito … Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune… tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole… Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto” (1 Cor 12 1.4-7.11.18). 

Entrambi gli apostoli sono chiamati a seguire Gesù e tutti e due moriranno. La replica di Gesù a Pietro che s’interessava dell’altro apostolo evidenzia il modo con il quale il discepolo amato è chiamato a seguirLo. Attraverso la testimonianza scritta egli “rimane” nel tempo della storia della chiesa (“finché io venga”) in modo quasi da sopravvivere alla sua stessa morte; come lo è anche il sangue versato dai martiri. Il martirio cruento è il coronamento della testimonianza data a Gesù con il dono della vita. Anche il martirio quotidiano fatto attraverso parole e azioni evangeliche, anche se non si conclude con la morte violenta, è la testimonianza verace con la quale Gesù “rimane” e si rende visibile nel mondo come il pastore che conduce il gregge ai pascoli della vita eterna. 

Commento a cura di don Pasquale Giordano

FonteMater Ecclesiae Bernalda

La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

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Questo è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e la sua testimonianza è vera.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21, 20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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