don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo di oggi 27 Giugno 2019

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Si compia in me la Tua parola

Giovedì della XII settimana del Tempo Ordinario(Anno dispari)

Nel libro del Deuteronomio Mosè offre il criterio per distinguere il vero profeta da quello falso: se la parola che pronuncia si realizza. Il frutto dell’albero buono non sono le opere compiute davanti agli altri e per gli altri, anche se fatte in nome di Dio, ma è la Parola di Dio che si realizza nella vita del profeta.

Non basta praticare la fede per essere uomini e donne di fede, è necessario che la Parola di Dio diventi carne nella nostra carne. Il vero profeta, l’albero buono che produce frutti buoni, è colui che nella sua vita confida in Dio soprattutto nelle crisi. Gesù lo ha detto chiaramente quando ha affermato: “Nessun profeta è ben accetto a casa sua”.

Tutti i profeti hanno dovuto soffrire a causa della fedeltà a Dio soprattutto quando hanno dovuto dire cose scomode, impopolari andando contro la moda e sfidando i luoghi comuni. Quando la massa di acqua, simbolo del male, investe l’uomo di Dio fino al punto di sopraffarlo è proprio allora che si rivela chi è. È nelle crisi che emerge la vera identità di una persona. 

Queste parole di Gesù sono un monito molto forte alle donne e agli uomini che si dicono credenti. Colui che fino alla fine dice “si compia in me la tua Parola” oppure “si compia la tua volontà” testimonia con la vita la sua adesione a Cristo. La fede vissuta in questo modo, nel pieno abbandono fiducioso a Dio, è garanzia di solidità.

Il vero problema nella vita non è il fatto di essere esentati dalle prove, ma di prepararsi a viverle vincendole con la fede. Credere significa permettere alla Parola di Dio di diventare in me un fatto concreto. Dio infatti non è un’idea astratta, un concetto da capire, ma la relazione con Lui diventa un evento che segna la mia storia e quella delle persone che incontro.

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!

Commento a cura di don Pasquale Giordano

La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

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La casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7, 21-29

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

Parola del Signore.

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