don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo di oggi 19 Ottobre 2019

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L’Amore sospende il giudizio per far brillare la verità

Sabato della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Appartiene all’esperienza umana quella di essere valutato o giudicato. Oggettivamente non è una bella situazione perché chiunque sia entrato un’aula di tribunale o in quella di una università mentre si svolgono gli esami ha avvertito una forte tensione. Lì dove si è esaminati c’è un pericolo. 

Gesù invita i suoi discepoli ad avere sempre la consapevolezza di essere alla presenza di Dio che, se da una parte è l’unico vero giudice che conosce il cuore di ciascuno, dall’altra parte egli sospende ogni giudizio perché la sentenza lasci il posto alla narrazione del proprio amore. 

Spesso ci troviamo nella condizione di giudicare gli altri perché coinvolti in discorsi che facilmente scivolano dagli eventi al giudizio sulle persone. Questo succede a chiunque! Tuttavia tutti siamo chiamati ad un cambiamento di mentalità per il quale, sospendendo il giudizio, diamo la possibilità di far emergere anche altri aspetti, magari più positivi, dei fratelli “esaminati”. 

Il giudizio, o meglio diremmo il pregiudizio, non permette di riconoscere nel fratello il Figlio dell’uomo. Di solito è il fratello che è particolarmente segnato da un tipo di povertà, non solamente economica, ma anche culturale, psicologica o morale. Sospendendo il giudizio sulla persona, pur rimanendo quello sulle azioni eventualmente sbagliate, siamo in grado di riconoscere, al di là dei suoi limiti, la somiglianza col nostro fratello. Nel tribunale celeste emerge la verità o la sua assenza. La verità non è semplicemente la ricostruzione fedele dei fatti, ma ciò che sostiene in maniera stabile la nostra vita. Diremmo che la verità è la scelta fondamentale di amare che confermiamo o disconosciamo nelle singole scelte.

La bestemmia contro lo Spirito Santo è il parlare male, cioè il condannare in nome di Dio o servendosi di Dio. 

Il Sal 49 illumina questa espressione che può apparire enigmatica nel vangelo riguardo alla bestemmia contro lo spirito Santo. Ci si rivolge all’empio del quale si denuncia la sua abitudine alla calunnia: “Abbandoni la tua bocca al male e la tua lingua ordisce inganni. Ti siedi, parli contro il tuo fratello, getti fango contro il figlio di tua madre” (vv.19-20). Chi è questo tale? Ascoltiamo il salmo: “All’empio dice Dio: «Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle?”. La bestemmia contro lo Spirito Santo è la presunzione d’insegnare agli altri la legge di Dio, avendo nel cuore e sulla bocca pensieri e parole di giudizio e condanna verso i fratelli.

Dopo l’avvertenza del pericolo di vivere il proprio ministero d’insegnamento ed evangelizzazione rinnegando Gesù e peccando contro lo Spirito Santo, il Maestro esorta i suoi discepoli a non mettere a tacere la voce dello Spirito dentro di sé, quello che hanno ricevuto dall’alto della Croce, ma di lasciarlo parlare silenziando invece la paura del giudizio che appartiene solo a Dio ma che egli non usa per condannare, ma per spronarci ad amare i fratelli con la stessa carità con la quale siamo amati da Lui. Solo l’Amore giudica … senza condannare!

Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]
 

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Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 8-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.

Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Parola del Signore