don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 8 Ottobre 2020

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La preghiera è la catena di trasmissione dell’amore di Dio

Giovedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Con questa parabola Gesù illustra la dinamica della preghiera di richiesta. I protagonisti sono due amici uno dei quali nel cuore della notte bussa alla porta dell’altro per chiedergli aiuto. Egli stesso è stato colto di sorpresa per l’arrivo improvviso di un conoscente a cui deve dare ospitalità ma non ha nulla da offrire. Per poter dare aiuto si deve chiedere aiuto. Il fatto di essere limitati e poveri non è un alibi per non ospitare e aiutare gli altri. Nel caso della parabola l’amico non si arrende davanti alle resistenze comprensibili di quello a cui si era rivolto. Quella richiesta comporta uno scomodare tutta la famiglia. L’amico che osa insistere persevera nella volontà di essere ospitale e così riesce a convincere l’altro ad osare di scomodare tutti pur di prendere i pani e darli.

Le parole di Gesù rivelano la potenza della preghiera che, nella misura in cui è perseverante, ci conferma nei buoni propositi, che lo Spirito Santo ci ispira, senza arrenderci davanti alle difficoltà. Si può amare una persona condividendo con lei ciò che a sua volta Dio condivide con noi. Dio ci dona lo Spirito Santo, che è la sua vita, sconvolgendo l’equilibrio e l’armonia perfetta che è nella Trinità. Svegliarsi nel cuore della notte non è facile come non lo è riorganizzare il proprio ordine e le abitudini. Il dono dello Spirito Santo avviene sulla croce quando il dolore della morte entra nell’armonia della Trinità divina. 

L’insistenza della preghiera dà il tempo a chi è interpellato di passare dal senso di fastidio, che nasce dal pensiero giudicante, al comprendere e fare propria la richiesta dell’altro, il suo bisogno e il suo desiderio. L’ascolto, anche se faticoso, ci permette di condividere in maniera empatica le ansie e le speranze dei fratelli. Dall’ascolto paziente nasce il gesto del dono, del servizio e della comunione che non è senza conseguenze sull’assetto personale. Ascoltare la preghiera e la richiesta di aiuto significa contattare il vissuto più profondo dell’altro e di comunicare con lui ad un livello più intimo.

Chi prega, osando, cioè non arrendendosi subito davanti alle difficoltà, ha il tempo di aprire il suo cuore perché ciò che riceve non sia semplicemente qualcosa che passa all’altro ma un dono doppiamente condiviso, sia nel ricevere che nell’offrire. La preghiera, come dinamica di richiesta, ascolto, condivisione, impreziosisce di umanità e gratuità il dono che si riceve e che si offre.


Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]