don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 7 Settembre 2021

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

La vita spirituale anima dell’attività apostolica

Quando guardiamo ad una persona dobbiamo avere la consapevolezza che di essa possiamo cogliere solo alcuni aspetti desunti dalle parole pronunciate, dai gesti compiuti e dalle scelte fatte. Eppure la sua storia non è fatta solo di elementi che entrano nella cronaca della sua vita, ma c’è una realtà sommersa e nascosta, che soggiace al visibile ma che al tempo stesso la determina. Luca vuole dire al suo lettore che l’israelita Gesù, prima che uomo di pensiero e di azione, è un uomo di preghiera.

Essa ha tempi e luoghi propri. Il monte e la notte non indicano uno spazio geografico o un tempo cronologico, ma sono il simbolo della geografia e della cronologia dello spirito. La preghiera è elevazione del cuore e riposo dell’anima. Elevare il cuore significa alzare gli occhi da noi stessi, o dagli altri, per rivolgerli verso Dio in un atteggiamento di attesa e di ascolto. L’orante apre il suo cuore a Dio per narrargli ciò che sente di sé e quello che pensa: gioia, paura, tristezza, turbamento, trepidazione. Tutto questo avviene con la medesima postura del bambino svezzato nelle braccia della madre (cf. Sal 130), sicuro di essere sostenuto e protetto da chi lo ama, anche se dentro e fuori di sé imperversa la tempesta di emozioni e di pensieri contrastanti.

Dalla vita spirituale, intesa come relazione d’amore con Dio fatta di ascolto e narrazione, nasce l’attività apostolica che inizia con scelte che non sono finalizzate ad affidare funzioni ma a creare legami umani solidi perché fondati sulla libertà. La scelta di Gesù, se vista «a posteriori» o dall’ottica degli effetti, certamente appare come azzardata e fallimentare, ma se osservata da quella di Dio, acquisita nella preghiera, si rivela provvidenziale e giusta. La chiamata, infatti, e la selezione elettiva successiva acquistano il loro significato autentico a partire dalla volontà di Dio di incontrare ogni uomo per guarirlo e salvarlo. Staccato dalla vita spirituale l’apostolato è vissuto come un privilegio da difendere o una funzione da espletare.

Prima di scendere nella pianura e immergerci nella folla con i suoi problemi, le sue ferite, le sue esigenze, le sue attese, dovremmo sempre ricordare che l’attività pastorale è esercizio di libertà e di responsabilità nella misura in cui non ci si dedica a realizzare i propri progetti, ma ci si mette in gioco per dare corpo alla volontà di Dio preoccupandoci innanzitutto di intessere con i nostri fratelli e sorelle relazioni umane sane e nutrienti. La vita spirituale è l’anima di quella apostolica in quanto ne definisce lo stile caratterizzato dall’ascolto accogliente e dalla narrazione confidente.

Signore Gesù, uomo di preghiera e apostolo della misericordia, insegnami ad elevare mente e cuore verso Dio per non essere invischiato nella logica mondana dell’efficientismo e rimanere vittima della paura di fallire e delle attese deluse. Il tuo Spirito alimenti nel mio cuore il desiderio di stare con il Padre per intrattenermi con Lui in amichevole e confidente dialogo d’amore. Aiutami a sostare nella preghiera per poter camminare insieme ai miei fratelli e sorelle nel comune pellegrinaggio della vita che Tu, Agnello e Pastore, guidi con chiarezza di parola e con la forza dei gesti sacramentali.

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