don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 7 Luglio 2020

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Una Chiesa orante genera operai del Vangelo

Martedì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Gesù scaccia un demonio da una persona che, resa finalmente libera, guarisce dal mutismo e riacquista la capacità di relazionarsi con gli altri. Lo spirito impuro ci rende inespressivi mentre lo Spirito di Dio conferisce alle nostre parole la forza della lode. Davanti alla potenza di Gesù ci sono le folle che si stupiscono e i farisei che si scandalizzano. La gente sa meravigliarsi perché nella sua semplicità, propria dei puri di cuore e dei poveri in spirito, riconosce la presenza di Dio, la straordinarietà della sua opera e la novità della parola di Gesù, mentre i farisei, invecchiati nella malizia, pieni di sé e accecati dall’invidia, travisano i fatti, mormorano ed emettono una sentenza di condanna. 

Lo Spirito di Dio rende sapienti, ma chi lo rifiuta diventa stupido fino al punto di fare affermazioni che sono delle enormi cattiverie. La sapienza dei piccoli ispira un buon discernimento, il pregiudizio porta alla sterile mormorazione. I farisei che si ergono a guide del popolo sono la causa della sua dispersione perché resi insensibili ai veri bisogni della gente dall’orgoglio e dalla presunzione.

«Scaccia i demoni per opera del principe dei demoni». Con questa accusa si vorrebbe denigrare l’opera di Gesù attribuendola non a Dio ma al capo dei demoni. È una denuncia che, per quanto infondata, causa scompiglio come accade ogni qual volta si fa passare per vera una propria idea che nasce da un cuore pieno di malizia.

Gesù non si lascia bloccare dalle mormorazioni e dalle cattiverie, né tiene chiusa la bocca scoraggiato dal pettegolezzo e dalle calunnie. Egli, abituato a dare ascolto alla parola del Padre, da Lui si lascia guidare. Nel percorrere la sua via insegna, annuncia il Vangelo e sana. Gesù non risponde agli ordini del diavolo, né da lui si lascia ingannare, ma aprendo il suo cuore a Dio, è capace di accogliere anche il grido di aiuto di coloro che sono stanchi e sfiniti.

Umanamente parlando mi piace immaginare che anche Gesù si sia sentito «travolto» dalle emozioni incontrando le persone con il carico delle loro sofferenze, costretti quasi sempre a portarlo da soli o addirittura appesantiti dal giudizio dei benpensanti. Egli però non sta al gioco di satana, non si lamenta, non accusa, non condanna, ma invita a pregare insieme, a fare rete soprattutto nella preghiera. 

La preghiera al Padre ha la forza di illuminare e incoraggiare tutti quelli che, sentendo la chiamata del Padre, non si girano dall’altra parte per distrarsi, ma l’accolgono, si lasciano interpellare e rispondono generosamente con il loro eccomi. 

Gesù ci invita ad essere chiesa orante che prega per se stessa perché i suoi figli sentano l’ardente necessità di dare valore alla loro vita facendone un dono di amore e di servizio senza lasciarsi bloccare dalla paura del giudizio degli altri.

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!


Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

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