don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 5 Novembre 2019

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Invitati speciali

Martedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Il profeta Isaia annunciava: “Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati” (25,6). La parabola raccontata da Gesù richiama la profezia d’Isaia che a sua volta evoca l’evento accaduto sul Sinai, narrato nel libro dell’Esodo (cap. 24), dove fu stipulata l’alleanza tra Jahweh e Israele, sugellata con un sacrificio di comunione e con un banchetto. 

Gesù ricorda che tutti sono chiamati da Dio a vivere l’alleanza d’amore con Lui come una festa nella quale è condivisa la gioia e la vita del Signore. La fede, che è essenzialmente esperienza di comunione gioiosa con Dio, non va vissuta come un insieme di doveri o obblighi assolti i quali si meriterebbe l’amicizia di Dio. L’amore di Dio non si conquista ma si accoglie come si accetta l’invito ad una festa che è organizzata non per il Signore, ma per l’uomo. Gli invitati sono i veri protagonisti della festa nella misura in cui accettano l’invito.

Dio offre sempre occasioni attraverso le quali essere coinvolti nelle dinamiche del suo regno. Esse sono talmente diverse da quelle degli uomini che avviene il rifiuto. La rinuncia a vivere la proposta di vita di Dio viene dal fatto che spesso l’uomo ragiona in base solamente ai suoi interessi. Sicché non coglie il valore della gratuità. Abituati a dare il valore alle cose e alle persone in base all’utilità, non riusciamo ad apprezzare ciò che veramente ci dà gioia. 

Nella parabola c’è un tempo dedicato alla preparazione e all’annuncio della festa con l’invito a partecipare. È il tempo dell’ascolto dell’annuncio del vangelo e che dovrebbe aiutare a prepararsi all’incontro di festa. Come si vive questo tempo? Come lo vivono i fidanzati prima di celebrare il matrimonio, i fanciulli e i ragazzi prima di ricevere la prima Eucaristia o la Cresima, i malati prima di morire? Al tempo dell’annuncio segue quello dell’incontro. In quel momento si rivela l’accoglienza o il rifiuto dell’amicizia con Dio. Non avere tempo per accogliere l’invito di Dio alla conversione porta a rifiutare l’incontro con Lui che ci salva. Chi non si prepara bene alla vita matrimoniale o sacerdotale esercitandosi all’ascolto dell’altro, perché distratto da altri interessi, rinuncia ad un incontro vero con l’altra persona.  

Dio, come l’uomo che ha organizzato la cena, non si ferma davanti al rifiuto di alcuni, ma continua a chiamare tutti, soprattutto quelli considerati impuri e indegni. Spesso sono proprio gli emarginati e quelli considerati “scomunicati” che rispondono alla chiamata di Dio. Gli evangelizzatori non devono scandalizzarsi se proprio dalle “persone di chiesa” o “di fede” vengono rifiutati. Al contrario, devono spendere le migliori energie per attuare strategie di inclusione soprattutto delle fasce della società più deboli. 

La chiesa non deve aver paura di proporre la vita buona del vangelo soprattutto a quelle persone che vivono situazioni familiari, affettive o fisiche particolarmente complesse.

Se con fedeltà e perseveranza annunciamo il vangelo della tenerezza e della misericordia, che include e abbraccia soprattutto i più deboli, ci stupiremo nel vedere che proprio questi rispondono con entusiasmo perché, in definitiva, essi non sono cercatori di guadagno, ma mendicanti d’amore.

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!

Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]
 

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14, 15-24
 
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Parola di Dio