don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 5 Gennaio 2021

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

Conosce da sempre e amati per sempre

Feria propria del 5 Gennaio

In questa pagina del vangelo vediamo che Gesù, trasferendosi in Galilea, va a Betsaida, sul lago di Tiberiade, paese di cui erano originari i fratelli Andrea e Simone, e aggrega Filippo, loro conoscente e paesano. Quest’ultimo invita Natanaele che, dopo un primo tentennamento dovuto al pregiudizio circa il villaggio di Nazaret, accetta d’incontrarlo. L’evangelista Giovanni specifica i paesi di origine dei primi discepoli e di Gesù richiama anche il nome del padre. È evidente l’insistenza sul tema dell’origine, la casa paterna e la patria. Il fatto di essere tutti della Galilea evidenzia che la nuova comunità, creatasi attorno a Gesù, è distante dal centro di potere di Gerusalemme, che si era preoccupata solamente di informarsi su chi fosse veramente il Battista senza lasciarsi coinvolgere dal suo annuncio.

I primi discepoli, invece, pur essendo ebrei marginali perché della periferia, si dimostrano più sensibili all’annuncio perché più vivo era in loro il desiderio di novità. Coloro che sono più vicini al centro del potere o che lo gestiscono in qualche modo, si preoccupano di più di custodire lo stato delle cose e salvaguardare le posizioni acquisite piuttosto che cercare e attuare la volontà di Dio. I Galilei scoprono in Gesù il volto di Dio inedito rispetto a quello loro proposto nel culto ufficiale e nell’interpretazione scolastica della Torah. Fanno esperienza di Dio che non giudica e condanna, ma invita ad una relazione che si alimenta e cresce nella misura in cui il livello di amicizia e intimità diventa più profondo. Natanaele, meditando la Parola di Dio, lo cercava con cuore puro, senza doppiezza o per secondi fini.

Incontrando Gesù, scopre che è Dio stesso che lo cercava. Gesù non è solamente il rabbì, cioè il maestro che insegna chi è Dio, ma è Dio stesso che si fa incontrare per farsi conoscere come Padre che vede e ama i suoi figli prima che essi possano accorgersi della sua cura e rispondergli nella fedeltà.

Signore Gesù, tu sei il volto del Padre, chi vede te vede il Padre, chi ascolta te, ascolta Lui. Tu sei la Parola che spiega il Padre, colui che apre le pieghe del mistero perché la luce della Verità splenda per chi desidera incontrarti veramente. Tu sei colui attraverso il quale si entra in intimità col Padre. Che io trovi più gusto a parlare con Te piuttosto che a parlare di Te perché possa parlare di Te solo dopo che aver parlato con Te.

La Parola cambia la vita

Vieni e vedi: l’invito di Filippo a Natanaele. La fede non è aderire ad una dottrina o parlare di Gesù, ma vivere una personale e intima esperienza di comunione con Lui. Verifichiamoci.

La fede si trasmette per “contagio”. Le persone che incontriamo dovrebbero vedere nei credenti una luce che suscita il desiderio di incontrare Cristo. È così per noi? Interroghiamoci.

Quali sono i limiti che spesso personali e comunitari che spesso allontanano molti dalla fede?