don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 30 Luglio 2020

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Non solo uomini del “sapere” ma persone dal “sapore” della gioia

Giovedì della XVII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

La Chiesa è come una rete, dice Gesù, che raccoglie tutti senza una previa selezione. La prima missione della Chiesa è quella di creare spazi di accoglienza in cui ognuno possa fare esperienza di unità e comunione. A tutti deve essere offerta questa possibilità. Chi entra in contatto con i cristiani attraversa la soglia di quello che gradualmente sente come casa sua, lì dove è circondato di tenerezza, è sostenuto nelle difficoltà, trova agio nel condividere le proprie difficoltà e rendere partecipi gli altri delle proprie gioie. 

Discepolo del Regno si diventa non per meriti acquisiti, quasi che sia un titolo da esibire, ma per la costanza con la quale si compie un cammino di conversione. Chi progredisce in questo cammino seguendo Gesù non è nostalgico e ripetitivo ma creativo. Dall’incontro con Gesù, il vero tesoro della vita, avviene una trasformazione per la quale si diventa creativi nel bene, cioè s’inventano nuove forme di annuncio del vangelo e promozione umana. Cristo è un tesoro inesauribile in cui le tradizioni dell’antico Israele si coniugano e si compongono con lo stile di vita del nuovo Israele. 

Gesù non è venuto ad abolire la legge ma a dare pieno compimento; sicché i segni e le profezie dell’antico Testamento trovano piena luce e significato nelle parole e nei gesti di Gesù e attualizzati nella vita quotidiana dei suoi discepoli. 

Il cristiano non solo rispetta le tradizioni che ha ricevuto, ma le coniuga con le istanze sempre nuove che il mondo offre. Il discepolo di Cristo non rinnega nulla della storia di cui è parte e non è proiettato solo verso un futuro tanto lontano quanto incerto, ma vive oggi la missione di portare il vangelo ad ogni creatura preparando il suo cuore e quello dei fratelli al giudizio finale nel quale emergerà la verità, cioè chi si è lasciato trasformare dalla grazia e chi invece le ha opposto resistenza rimanendo legato a norme, precetti e tradizioni di cui è rimasta solo la forma esterna ma che col tempo hanno perso il loro significato originario. 

Lo scriba può essere considerato come colui che cerca la volontà di Dio, studia per cogliere nella parola di Dio la verità. Così facendo accumula «saperi» ma diventa veramente discepolo di Cristo quando ciò che impara lo impiega non per giudicare ma per evangelizzare, attirare nella rete della comunione con Dio e dei fratelli nella Chiesa. Così da uomo del sapere diventa discepolo della Sapienza e persona dal sapore dell’amore. A nulla servirebbe sapere tante cose ma non essere saporosi, cioè incapaci di far gustare agli altri la sapienza dell’amore che dà gusto alle relazioni che intessiamo.

Abbiamo sempre bisogno d’invocare il dono dello Spirito santo che ci aiuti non solo a comprendere le verità della fede e vivere per sé le esigenze del vangelo ma anche a metterle a disposizione di tutti coloro che incontriamo in modo che il nostro cuore sia veramente lo scrigno aperto dal quale tirar fuori le cose più belle, antiche e nuove, quelle che hanno e danno il sapore della gioia. 

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!


Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
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