don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 29 Settembre 2021

80
Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

Missionari dell’Amore che difende, conforta e perdona

Il nome dei tre arcangeli dicono tre modi con i quali Dio ama l’uomo e lo serve in Gesù. Michele, che significa «Chi è come Dio?», ricorda che nessuno può farsi Dio, ma Dio si fa uomo perché l’uomo diventi Dio, cioè sia capace di amare e generare vita. L’arcangelo Michele rivela che Dio esercita la giustizia difendendoci dal maligno e prendendosi cura dei più piccoli per amore. Egli, infatti è il difensore degli orfani e delle vedove. La lotta più cruenta è contro l’orgoglio che ci fa ribellare contro Dio e sottrarci al suo amore accudente. Dio, infatti, ci ama per primo, da sempre e per sempre.

Gesù rivela a Natanaele di averlo visto prima che s’incontrassero. Così l’amore di Dio precede l’esperienza della salvezza. Gabriele, il cui nome significa «Forza di Dio», richiama la potenza generatrice della Parola-benedizione, che compie sempre quello che dice. L’amore di Dio è la forza dello Spirito che mette in movimento, che dà vita, che risuscita, che perdona, che crea relazioni. Quando essere s’incrinano a causa della debolezza umana e del peccato, Dio, medico dell’umanità, le guarisce con il perdono e la consolazione. Infatti, Raffaele, il cui nome significa «Medicina di Dio», rivela che Dio si fa prossimo, si piega ai piedi degli uomini e delle donne sopraffatte dal male e terrorizzate dalla paura, per versare sulle loro ferite l’olio della speranza e il vino della gioia.  

Gli angeli sono i messaggeri di Dio che ci accompagnano nel nostro cammino di fede che dalla generazione del battesimo, nel quale Dio ci adotta come figli, cresciamo per diventare suoi figli e vivere come suoi servi fedeli. Credere è dunque un lungo itinerario che parte dall’accoglienza dell’annuncio del vangelo da parte di un angelo evangelizzatore, come Filippo per Natanaele, giunge fino alla scelta di diventare servo di Dio come Gesù. Credere non significa vedere e giungere a certezze, ma vuol dire amarsi tra fratelli come Gesù ha amato noi fino a dare la sua vita sulla croce. La fede è esperienza di condivisone della missione degli angeli, cioè quella di annunciare con la vita e rendere visibile con il servizio amorevole ai fratelli la grandezza di Dio.

Signore Gesù, mediante gli Arcangeli ci fai dono del tuo amore che ci difende nella lotta contro il male, che ci conforta nella fatica della fede e che ci guarisce dai morsi del peccato. Infondi nel mio cuore il coraggio di combattere con la preghiera e la mitezza per la giustizia e per il bene dei più piccoli. Il tuo Spirito scenda su di me perché la tua Parola s’incarni nella mia vita. Trasforma la terra arida della mia umanità in giardino rigoglioso di virtù e opere buone.

Articolo precedenteFabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 29 Settembre 2021
Articolo successivoGiovani di Parola – Commento al Vangelo del 29 Settembre 2021