don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 24 Ottobre 2020

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Combattere la fretta del giudizio per coltivare la pazienza della cura

Sabato della XXIX settimana del Tempo Ordinario(Anno pari)

La tragica sorte dei Galilei uccisi da Pilato e quella delle diciotto persone morte sotto la torre di Siloe suscita il drammatico interrogativo sulla colpevolezza di quella povera gente. Gesù precisa con chiarezza che Dio non è vendicativo e non punisce con la morte, ma gli eventi dolorosi della vita ci richiamano alla necessità di convertirci per non perire. La morte non è causata da qualcuno o qualcosa, ma è una realtà che ci appartiene e della quale noi possiamo decidere se farne un mezzo di condanna o uno strumento di salvezza. 

La conversione significa innanzitutto passare da un modo di pensare che investiga per scoprire il colpevole e la colpa, al ricercare in tutto, anche nelle crisi, la parola di Dio che indica la via per affrontare i problemi in maniera efficace e vivere la sofferenza come un’occasione di crescita.

Il nostro modo di pensare lo proiettiamo su Dio che d’istinto identificheremmo con il padrone della vigna che aveva piantato un albero di fichi. Naturalmente ci si aspetta i frutti e se questi nel tempo non arrivano monta la rabbia del padrone e la sua decisione di eliminare l’albero. In realtà Dio è da riconoscere nel vignaiolo che non si preoccupa tanto della produzione dei frutti ma della cura che può continuare ad offrire perché l’albero sia fruttifero. 

Gesù ci chiede di convertire il cuore armonizzando la nostra mente a quella di Dio che non guarda i meriti o le colpe ma il bisogno di ciascuna creatura perché possa crescere, maturare e portare frutti di bene. 

Le difficoltà possono renderci sterili e noi stessi corriamo il rischio che la rabbia per la mancanza di risultati si trasformi in disperazione e senso di fallimento. Invece Gesù ci chiede che nel tempo della sterilità o dell’aridità non si prendano decisioni drastiche ma si continui a prendersi cura di sé, a lasciarsi amare, per trovare la forza e il modo per portare frutti di carità.

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!


Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
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