don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 24 Novembre 2021

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

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Non è certamente esaltante la prospettiva che Gesù offre ai suoi discepoli. D’altronde se si guarda alla vita con realismo notiamo che lo scenario prospettato dal Maestro non è distante dalle vicende che viviamo quotidianamente perché la storia degli uomini è solcata dai graffi della violenza. Essa assume la forma della persecuzione allorquando l’obbiettivo ultimo degli attacchi è Gesù stesso.

Fatto segno di ogni tipo di abuso di potere, condivide la sofferenza con tutti i perseguitati per la giustizia e la pace. Gesù assicura la sua vigile presenza accanto a chi soffre per il fatto di appartenergli e di servirlo. Gesù sembra richiamarsi ad un principio per il quale il vero profeta non può non soffrire e proprio per mano di coloro che reputa più vicini.

Il vero profeta è colui che, messo a tacere con la violenza, comunque diviene il portavoce di Dio con la sua vita capace di superare ogni barriera. Non è lui che parla ma lo Spirito che parla in lui. La parola di sapienza è elargita con la benevolenza, la mitezza e la magnanimità, caratteristiche proprie del nome di Dio.

Se è vero che la fede non è una polizza assicurativa, tuttavia è altrettanto certo che è più affidabile la promessa di Dio piuttosto che le lusinghe o le minacce degli uomini. Più che combattere per convincere, Gesù chiede di resistere alle provocazioni con la forza della mitezza in nome, non della vendetta, ma del desiderio di far conoscere a tutti la bontà di Dio.   

Signore Gesù, profeta coraggioso e veritiero, sostienici nella lotta quotidiana contro il peccato per resistere alla tentazione e alla persecuzione che tentano di dissuaderci dal seguire il tuo esempio. Insegnaci a vivere le crisi interrogandoci e facendo discernimento tra le suggestioni del male, che istigano a controbattere l’ingiustizia con la violenza, e lo Spirito del bene che invece suggerisce sentimenti pacifici ispirati alla mitezza e alla misericordia. Donaci intelligenza per cercare sempre la verità nella volontà di Dio e sapienza per metterla in pratica.

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