don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 24 Marzo 2021

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

La libertà di servire 

Le parole di Gesù, riguardo al fatto che egli fa solo ciò che è gradito al Padre, suscitano una certa simpatia nella gente che inizia a fidarsi di lui. Tuttavia, Gesù specifica che per essere veramente suoi discepoli bisogna avere l’umiltà di lasciarsi guidare sul sentiero che conduce alla verità. Non si tratta di accedere a segreti nascosti o acquisire poteri particolari, ma di fare esperienza dell’amore di Dio che è all’origine e a fondamento della nostra vita. Al principio di ogni cosa c’è Dio che ama il Figlio e in lui vuole amare ogni uomo. La verità è la paternità di Dio che sempre genera figli. La fede è un cammino di maturazione umana che culmina nella comunione con Dio. Gesù si spiega usando l’immagine della casa nella quale abita stabilmente il figlio. La casa è la metafora per indicare la familiarità intima e forte che si stabilisce tra coloro che sono legati da sentimenti di affetto. Per essere veramente liberi non ci si può fermare alla simpatia con Gesù ma è necessario scendere sul piano più profondo della empatia in modo da avere in sé i suoi stessi sentimenti di Figlio verso il Padre. Lo schiavo è diverso dal figlio perché passa di casa in casa, ora sotto un padrone ora alle dipendenze di un altro. Il peccato ci rende schiavi e vittime di relazioni precarie e cangianti; si passa dall’amore all’odio. La libertà è la condizione di stabilità affettiva che si conquista gradualmente e a condizione di farsi aiutare. Gesù sta dicendo una cosa molto semplice che è sotto gli occhi di tutti, se siamo onesti intellettualmente. Tutti desideriamo stabilità nelle relazioni umane, eppure non tutti si rendono conto che essa si costruisce poco alla volta partendo dal fondamento della verità. Tutto ciò che non è poggiato sull’amore di Dio è destinato a finire inesorabilmente. L’ascolto, lo studio, la meditazione della Parola di Dio ci rende saldi nella fede e operosi nella carità fraterna. 

Il vero problema è dirci credenti, è affermare l’appartenenza alla Chiesa, è aderire persino a qualche gruppo ecclesiale, ma vivere la fede reputandoci maturi, adulti, autonomi al punto da avvertire come una vergogna il fatto di aver bisogno di aiuto per liberarci dalle varie forme di schiavitù che avviliscono la propria umanità. L’orgoglio ci rende schiavi di noi stessi. La fede è dunque un cammino di liberazione dal complesso della perfezione per essere veramente capaci di amare e servire i fratelli non nonostante le nostre imperfezioni ma proprio attraverso i nostri limiti.

Signore Gesù, quante volte dubito del tuo amore e del fatto di essere amato dal Padre come figlio. Confesso che mi risulta molto più facile citarti che imitarti. La tua parola mi guidi a conoscere e a gustare sempre di più la verità dell’amore del Padre, principio e fondamento della mia vita. Insegnami a legare al tuo cuore ogni relazione e a coltivarla con la stessa premura e gratuità con la quale una madre si prende cura dei propri figli. Liberami dalla dipendenza del giudizio, dalla schiavitù delle apparenze, dalle catene del risentimento. Donami la vera libertà, lo Spirito del servizio.