don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 23 Dicembre 2020

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

Tempo di custodire e coltivare i segni della speranza 

Per Elisabetta il tempo dell’attesa è terminato e giunge finalmente quello in cui poter contemplare negli occhi del bimbo l’infinita misericordia di Dio. La nascita del bambino diventa motivo di gioia anche per i vicini e i parenti i quali vorrebbero imporre al bambino il nome del padre, Zaccaria, per garantire il perpetuarsi del suo ricordo anche dopo la sua morte. Le attenzioni sono concentrate su Zaccaria come lo erano state su Elisabetta quando si era accorta di essere in attesa di un figlio, quasi che il bambino fosse una sorta di premio di consolazione dopo le tante sofferenze e i tanti servizi offerti al tempio. Essi non hanno colto che quel bambino non è in funzione della felicità dei suoi anziani genitori, ma la sua nascita è preludio dell’avvento del Messia, che sarebbe venuto nel mondo dopo di lui. 

Elisabetta e Zaccaria sono concordi nel chiamare il bambino Giovanni, che significa “Dio usa misericordia”. Se Zaccaria era diventato muto perché non aveva creduto alle parole dell’angelo, adesso la sua lingua si scioglie,vengono meno tutti i dubbi e le domande inutili. Quando, mettendo da parte ogni pretestuosa scusa che cela la nostra connaturale diffidenza, con scelte concrete confermiamo la parola di Dio, le nostre parole comunicano gioia, lode e benedizione. La gioia della fede non nasce dall’aver ricevuto quello che ci si aspetta, ma dal riconoscere che non si è in balia del caso o di un cieco destino, ma siamo sotto la potente mano di Dio che ci protegge, ci accompagna e ci guida sempre. Se lo cerchiamo per stringerci a lui soprattutto nel tempo della prova non rimarremo delusi. Egli come un sapiente agricoltore sa custodire e coltivare in noi i semi della speranza.

La Parola cambia la vita

La nascita di Giovanni è segno che a Dio nulla è impossibile e che mantiene sempre le sue promesse. Coltiviamo questa speranza e confidiamo in Lui nei momenti più difficili della nostra vita?

In un’omelia papa Francesco ha racchiuso in tre verbi la spiritualità di Giovanni Battista: preparare, discernere, diminuire. «È bello — ha affermato in conclusione — pensare la vocazione del cristiano così». Infatti «un cristiano non annunzia se stesso, annunzia un altro, prepara il cammino a un altro: al Signore». Inoltre «deve sapere discernere, deve conoscere come discernere la verità da quello che sembra verità e non è: uomo di discernimento». E infine «deve essere un uomo che sappia abbassarsi perché il Signore cresca, nel cuore e nell’anima degli altri». Come credenti, riflettiamo su queste affermazioni e riflettiamo sulla nostra esperienza.