don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 22 Gennaio 2021

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

Ogni vocazione è una scelta d’amore

Nella breve pennellata che offre l’evangelista Marco della chiamata degli apostoli, con cui si narra la costituzione del gruppo dei Dodici, riecheggia la scelta elettiva di Dio nei confronti del popolo d’Israele. Il libro dell’Esodo, che racconta la liberazione d’Israele dalla terra d’Egitto, è la storia di vocazione di un popolo che non cerca un dio al quale appellarsi per essere salvato, ma che viene cercato da Dio per offrirsi a lui come liberatore. Dal Monte Sinai, alle cui falde si era radunato il popolo dopo aver attraversato indenne il Mar Rosso, Dio fa udire la sua voce e convoca Mosè per stabilire per suo mezzo con Israele un patto di alleanza codificato nei Dieci Comandamenti. È lì che le dodici tribù diventano popolo e un gruppo di persone viene costituito come comunità.

Come Jhwh dal Sinai, così Gesù chiama i Dodici dal monte. Con quale criterio? Lo stesso che è detto nel libro del Deuteronomio: «Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio: il Signore, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra. Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -, ma perché il Signore vi ama» (Dt 7, 6-8). Si tratta dunque di una scelta di amore che vede in quel manipolo di persone non i più meritevoli ma i più bisognosi, non i più grandi ma i più piccoli. Ciascuno dei Dodici potrebbe rappresentare una povertà di carattere materiale, affettivo o culturale. Essi sono i primi destinatari dell’amore di Gesù che guarisce e libera dal maligno. Questo avviene nel contesto di una relazione intima e personale propria dell’esperienza familiare.

Stare con Gesù significa educarsi ad abitare insieme a lui la volontà di Dio, a lasciarsi formare, non per essere abilitati ad esplicare una qualche funzione, ma al fine di essere nel mondo servi della Parola che sana e libera. L’amore di Dio è il motivo della scelta ma anche quello della missione apostolica di Gesù e di coloro che accolgono l’invito a stare con lui. La Carità spinge Dio ad andare verso gli uomini e stare in mezzo a loro per formarli e trasformarli – questo è il significato del cambiamento del nome. La stessa Carità motiva la missione degli apostoli che, abitando insieme agli altri fratelli e sorelle, rendono presente con il loro operare Gesù, il Figlio di Dio, amico degli uomini. 

Signore Gesù, tu mi scegli e mi chiami a stare vicino a Te per imparare ad andare incontro ai fratelli e condividere con loro il dono della fede. Rispondendo con il mio «eccomi» alla tua parola, che ogni giorno mi interpella, mi educhi ad ascoltare il bisogno degli altri e ad amare le loro povertà. Stare con te e ascoltare la tua parola, lasciandola pian piano sedimentare nel mio cuore, mi aiuta a conoscere il tuo cuore e a comprenderne le ragioni, quelle sue proprie che la ragione non possiede. Ogni alba fa sorgere in me la speranza e il Tuo Spirito mi conferma che non c’è Dio fuori di te e che, pur conoscendo i miei tradimenti, non torni indietro nella tua scelta di amarmi per sempre. 

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