don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 21 Dicembre 2020

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

Maria, pellegrina e serva della gioia 

Maria, superato il turbamento iniziale dopo l’annuncio dell’angelo, si fa pellegrina e va a trovare l’anziana anziana cugina Elisabetta, anche lei in attesa. Il passo veloce di Maria traduce plasticamente la spinta interiore che la anima: la gioia di essere madre! La fanciulla di Nazaret non vive la sua maternità in maniera intimistica, ma esce di casa e intraprende un viaggio scomodo per trasmettere la gioia che ha nel cuore in quanto portatrice della parola di Dio. Al suo saluto Giovanni sussulta di gioia nel grembo della madre Elisabetta. La presenza invisibile di Dio, ma udibile attraverso la voce di Maria, porta la gioia, segno che lo Spirito Santo è all’opera. La gioia del bambino contagia Elisabetta, che fino a quel momento si era tenuta nascosta vivendo in modo intimistico la sua maternità. Ora il sussulto del figlio nel grembo le rivela il motivo della vera gioia: Dio è in mezzo a noi! Elisabetta interpreta la gioia che dovrebbe caratterizzarci come cristiani così come Maria lo spirito di servizio se si è abitati da Dio.  

 Maria, pellegrina della gioia, vorrei imparare da te a non trattenere per me i doni ricevuti, aiutami a non confondere la felicità con l’allegria, insegnami i passi della tua danza, quella con la quale hai portato il vangelo, il tuo Figlio Gesù, coinvolgendo nella festa anche la tua anziana cugina. Che in questo Natale, come anche in tutti quelli che seguiranno, io possa riconoscere la presenza di Gesù, custodito nel grembo della Chiesa, ma anche manifestato nella voce di chi ama e si fa servo della gioia di ogni persona. 

La Parola cambia la vita

La nostra società è spesso attraversata da un cupo pessimismo, dovuto a tristi vicende personali e collettive. Spesso non si intravede la luce in fondo al tunnel. Come credenti, ci facciamo portatori di speranza e ci adoperiamo per rimuovere, nei limiti del possibile, gli ostacoli che provocano sofferenza?