don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 2 Giugno 2021

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

Coltivare i germogli della vita nuova

Dopo quella del tributo a Cesare a Gesù viene posta la questione della risurrezione dai morti dagli stessi sadducei che non vi credono. Infatti, partendo dal caso di una donna che sposa sette fratelli che muoiono uno alla volta senza lasciare discendenza, domandano a Gesù a quale dei fratelli ella apparterrà dato che tutti e sette l’hanno avuta in moglie. È un interrogativo posto nella consapevolezza del fatto che l’impossibilità a dare una risposta dimostra l’assurdità della tesi della risurrezione. In realtà non c’è risposta perché la domanda è assurda in quanto essi dimostrano di non conoscere le Scritture e la potenza di Dio.

I sadducei, pur essendo appartenenti alla classe aristocratica dei sacerdoti, professano un ateismo pratico perché ripongono le loro speranze nel dio denaro il cui potere è esercitato solo in questa vita, che però ha termine. La risurrezione non è semplicemente la versione riveduta e corretta di questa vita ma un nuovo modo di vivere paragonato a quello degli angeli i quali sono al completo servizio di Dio. Nella risurrezione ciò che lega le persone non sono i rapporti di possesso ma relazioni di appartenenza reciproca nell’amore.

Alla logica del prendere per possedere si sostituisce quella propria di Dio e dei suoi angeli che consiste nell’essere l’uno a servizio dell’altro. La risurrezione è il modello di vita a cui bisogna ispirarsi già oggi che siamo morituri. Credere nella risurrezione significa vivere la logica del dono e lo stile della comunione fraterna. Questa è la castità e la purezza del cuore a cui sono chiamati tutti, compresi i coniugi, ai quali non è imposta l’astensione dai rapporti sessuali, ma di vivere l’intimità come esperienza di comunione e di carità.

Signore Gesù, nella tua risurrezione non indichi solo l’oltre tomba ma soprattutto una vita nuova caratterizzata dallo stile della carità fraterna. Aiutami a non aver paura della morte, non perché non abbia nulla da perdere, ma perché impari a donare quella stessa vita che la morte sembra togliermi e condividere la gioia che le sofferenze vorrebbero rubarmi insieme alla speranza. Insegnami a fare la tua volontà come gli angeli che sono al tuo servizio e mi custodiscono.

Che possa trovare nella premura con la quale loro si prendono cura di me ispirazione per essere attento alle necessità dei miei fratelli e andare in loro aiuto senza pretendere nulla in cambio, ma solo per amore. Il tuo Spirito mi consoli nella prova e mi illumini perché non mi soffermi a contare i rami secchi caduti, ma abbia la gioia di coltivare i germogli della vita nuova.

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