don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 18 Novembre 2020

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Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]

Il “volentieri” che fa la differenza nel servizio 

Quanto più forti sono le crisi sociali tanto più diffuse sono le ansie e più intense le aspettative che qualcosa cambi veramente. Nella parabola si respira il clima di tensione tra l’uomo di nobili origini che deve andare in un paese lontano per ricevere il titolo di re e coloro che lo odiano e fanno di tutto per osteggiare il suo piano. Gesù probabilmente allude al viaggio di Archealo, figlio di Erode il Grande, che andò a Roma per vedersi riconosciuto il titolo di re secondo il testamento di suo padre. Una delegazione lo seguì per dissuadere il senato di Roma a concedergli quanto lui chiedeva. Gesù in verità stava parlando del suo viaggio verso Gerusalemme dove avrebbe ricevuto dal Padre la corona regale, assiso sul trono della croce avrebbe distribuito i doni dello Spirito Santo. In quel giorno si è manifestato il regno di Dio in tutta la sua gloria inaugurando il tempo nel quale i servi, come il buon ladrone, entrano con Lui in paradiso. 

C’è tuttavia un “frattempo” in cui ciascun servo riceve il compito di far fruttare la moneta d’oro ricevuta. Mentre si attende il ritorno del re siamo chiamati a vivere l’oggi rispondendo con i fatti al compito che il Signore ci ha lasciato. La moneta d’oro è la grazia di Dio data a tutti che necessita di essere investita in opere di bene perché fruttifichi. Tradotto significa che la fede deve incarnarsi ogni giorno in gesti di carità operosa. Il servo fedele non esegue solamente l’ordine ma, aderendo volontieri alla volontà del suo signore, gli obbedisce amministrando il bene ricevuto considerandolo sua proprietà. La vita è un dono preziosissimo che ci appartiene nella misura in cui la facciamo fruttificare nell’amore. Il servo che nasconde la moneta d’oro nel fazzoletto in fondo nutre gli stessi sentimenti di coloro che odiano il re e non vogliono che regni. La diffidenza alimenta la paura che blocca nel fare il bene. Ci sono due modi di tradire Gesù: il primo è quello di opporsi apertamente e il secondo è non fare nulla perché lui regni. Ogni volta che noi facciamo del male impediamo all’amore di Dio di raggiungerci e che arrivi soprattutto ai bisognosi; ma anche quando omettiamo il bene possibile, lasciandoci vincere dalla pigrizia o dalla vergogna, priviamo noi stessi della possibilità di essere veramente liberi e lasciamo gli altri nella loro solitudine. 

Il regno di Dio diventa realtà ogni qualvolta scegliamo di servire volentieri il Signore investendo creativamente i doni ricevuti in opere che moltiplicano la gioia. Al contrario, chi in nome di una presunta libertà non tollera nessuna autorità sopra di sé o chi preferisce rimanere schiavo della paura, della rassegnazione e dei sensi di colpa vedrà passargli avanti coloro che invece hanno messo in gioco la loro vita, rischiando di perderla, pur di portare fino in fondo e con entusiasmo la missione ricevuta. Essi sono i veri vincitori! 

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!