don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 18 Marzo 2020 – Mt 5, 17-19

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Lo Spirito Santo contagi di eternità i nostri tempi

Mercoledì della III settimana di Quaresima

Tutti conosciamo la favola di Esopo che narra della volpe e dell’uva. L’animale selvatico, non riuscendo ad arrivare al frutto desiderato, lo disprezza per giustificare il suo fallimento. Questa favola può essere applicata anche al rapporto con Dio la sua legge. Crediamo che essa disegni il profilo dell’uomo perfetto che deve quasi arrampicarsi per raggiungere la felicità. Tendiamo così ad un ideale che ci appare sempre più irraggiungibile nonostante gli sforzi che facciamo. Il cammino della fede può sembrare una corsa ad ostacoli nella quale il passo diventa pesante perché quello che ci motiva non è la carità che genera speranza ma il semplice senso del dovere che alimenta i sensi di colpa e le paure. Gesù, da buon genitore, non asseconda i figli recalcitranti nell’osservare le norme che devono essere date per il buon andamento della vita familiare. Non ha paura di disattendere le attese di chi ha un’idea di libertà che non prevede limiti e divieti. 

Gesù non è venuto ad abolire la Legge e i Profeti, cioè non si presenta come colui che viene a liberarci dai pesi dei precetti e dei divieti contenuti nella Bibbia. Essi mantengono tutto il loro valore se ascoltati non come dei doveri da compiere fine a sé stessi, ma come quelle indicazioni che Dio ci offre per poter crescere nella libertà e nella carità. 

La legge serve all’uomo per poter vivere il suo tempo secondo il tempo di Dio. Come questo tempo scorre e passa, così sono le cose che appartengono a questo tempo e sono destinate a passare. La Legge ci aiuta ad inserire in questo tempo il tempo di Dio e con esso, ciò che è eterno, quello che non passa. 

Con la sua Parola Gesù ci dona lo Spirito Santo che in-segna, cioè mette dentro la vita che scorre, fatta di gesti che spesso si ripetono quotidianamente, l’amore di Dio. Lo Spirito Santo ha fatto sì che la volontà di Gesù si fondesse in unità con quella del Padre al punto di amare gli uomini fino alla fine. Così ascoltando il Vangelo poniamolo sul cuore in modo che esso, come l’acqua assorbita dalla terra, sia interiorizzato e poi tradotto in scelte giuste. 

Gesù sulla croce disse: «tutto è compiuto e chinando il capo diede lo Spirito», così per noi compiere la Parola di Dio significa permettere allo Spirito Santo di contagiare di eternità i nostri tempi (le nostre azioni) affinché possa essere da noi donato come un bacio d’amore e una dolce benedizione.

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!