don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 12 Dicembre 2019

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La forza dell’amore si manifesta nella debolezza

Giovedì della II settimana di Avvento

Gesù indica in Giovanni Battista un esempio di umanità pienamente realizzata la cui vita è stata coronata subendo la violenza del martirio. Anche se agli occhi degli uomini la sua morte poteva sembrare una sconfitta e il fallimento delle speranze sue e dei suoi seguaci, in realtà il suo martirio è stato il segno profetico che ha sancito l’inizio del compimento della promessa di Dio. Nella sua estrema vulnerabilità egli è diventato il più piccolo del regno dei cieli. Ma nel nuovo ordine delle cose, stabilito da Dio, il più piccolo, “colui che rinasce dal cielo”, risulta essere più grande dell’uomo  “nato da donna”, fosse anche un sapiente o un eroe. Il martirio del Battista ha inaugurato un tempo di violenza che culminerà con quello di Gesù, per impadronirsi – senza riuscirci – del regno dei cieli. Gesù assicura i suoi discepoli che egli è il buon pastore che ha cura di tutti coloro che il Padre gli ha affidato e nessuno sarà rapito dalla sua mano. Il più grande nel regno dei cieli è colui che si fa il più piccolo tra gli uomini perché siano salvati. I discepoli sono preparati al momento in cui vedranno Gesù in mano ai violenti ridotto a nulla sulla croce. Ma proprio in quel momento egli diventa il più grande.

Gesù invita i discepoli a riconoscere il valore della personalità del Battista alla luce della Sua morte e risurrezione per non lasciarsi ingannare dalla paura davanti alla persecuzione. L’ascolto attento e profondo della Parola di Dio aiuta ad avere uno sguardo che vada oltre la morte violenta, destino comune ai profeti e al Battista, che hanno preceduto Gesù, e ai cristiani perseguitati perché fedeli al vangelo, riconoscendo in essi la vittoria di Cristo, il Crocifisso Risorto.

La prevaricazione dei violenti è un grande ostacolo al cammino di fede dei discepoli che potrebbero scoraggiarsi sotto il peso degli attacchi dei malvagi. Gesù rassicura coloro che si sentono piccoli e indifesi in questo mondo perché, rimanendo radicati nella fede, diventano i più grandi nel regno dei cieli. 

Nella debolezza patita per Gesù e insieme con Lui si manifesta pienamente anche la Sua potenza, la potenza dell’amore che fa vivere per sempre.

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore! 

Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]
 

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI


Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11, 11-15   In quel tempo, Gesù disse alle folle:   «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.   Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore

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