don Mauro Leonardi – Commento al Vangelo del giorno, 27 Settembre 2019

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Gesù vero uomo vero Dio si rivela nella solitudine e nell’amore. Non è cosa da dare in pasto alle folle, alle chiacchere ma che si coltiva in un dialogo reale, quotidiano, intimo che poi diventa comunione coi fratelli nel perdono e nella comune filiazione divina.

Io e te vicini

Ti immagino in questi luoghi solitari.
Dove vai a pregare.
Dove vai a stare solo con Dio.
Ti immagino in silenzio.
Che ascolti.
Che pensi.
Mi ti immagino che parli con Dio.
Che sei tu.
Che è Lui.
E dici qualcosa anche tu.
Ti immagino che strappi un filo di erba mentre preghi.
Raccogli un sasso.
Che stai seduto e giri la testa a guardare loro che guardano te.
Ti immagino che poi abbassi la testa e, tirando il sasso, chiedi: “Le folle chi dicono che io sia?”
Mi immagino che ti giri e li guardi negli occhi.
Uno ad uno.
Sono loro. I tuoi.
E chiedi:”Ma voi chi dite che io sia?”
Perché bisogna guardarsi per sapere chi siamo.
Anche tu hai bisogno di uno sguardo.

La domanda più importante.
Quella più importante.
Quella più bella.
Chi sono io per te?
Perché non basta avere un nome.
Bisogna sentirlo dalla bocca di chi amiamo.
Non basta conoscersi.
Bisogna amarsi.
Bisogna dircelo che siamo uno per l’altro.
Ho bisogno di sentirla la mia voce che dice il tuo nome.
Chiedimelo ancora.
Preghiamo così.
Parliamo così.
Vicini.
Io e te.
Chiedimelo ancora.
Chi sono io per te?
Gesù mio.
Chi sono io per te?
Amore mio.
Chi sono io per te?
Vita mia.

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Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9, 18-22

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».

Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».

Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Parola del Signore