don Mauro Leonardi – Commento al Vangelo del giorno, 23 Dicembre 2019

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Ogni nascita è una profezia. È il segno della speranza di Dio verso l’umanità che può riconoscere in un bimbo la presenza dell’Onnipotente.

Custodire e meravigliarsi

Elisabetta anziana, sterile.
Ha avuto la sua gioia.
Ha avuto tolta la sua vergogna.
Ha avuto il suo bambino.
E ora sceglie il nome.
Un nome inaspettato per una vita inaspettata.
È inutile chiedere conferme, permessi.
Zaccaria dice si.
Scrive il nome e la tavoletta si incide e la bocca si apre.
Giovanni, benedizione di Dio.
Che belle queste storie.
Che belle queste vite.
Vi guardo.
Tanta vita, tanta fede.
Tanti doni.

Ma perché anche la gioia deve stare dentro le regole?
È nato.
È nato inaspettato.
Avrà un nome inaspettato.
Che importa che sia un nome nuovo?
È una storia nuova.
Inizia una storia nuova.
Una storia di si, di Amen.
Una storia che scioglie la lingua.
Che fa cantare.
Che fa benedire.
Perché spaventarsi?
Perché borbottare?
Custodiamo lo stupore, la meraviglia.
Prendiamoci la gioia di questo dono, di questa vita, di ogni vita.

Quante volte la gioia mi ha chiuso la bocca invece di aprirla?
Troppe.
Voglio imparare da Elisabetta.
A credere l’impossibile.
Ad aspettare l’impossibile.
A far nascere la vita che non era possibile, che non era più tempo.
Voglio imparare da Elisabetta.
A scegliere io il nome della mia felicità, della mia vita.
Voglio imparare da Zaccaria ad obbedire.
A sciogliere la lingua solo per lodarti.
Voglio imparare da tutti.
A custodire.
A meravigliarmi.
Voglio smettere di fare domande.
E cominciare a godere le risposte.

Fonte: il sito di don Mauro Leonardi

Mauro Leonardi (Como, 4 aprile 1959) è un presbitero, scrittore e opinionista italiano.


Nascita di Giovanni Battista.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 1, 57-66 In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Parola del Signore

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