don Mauro Leonardi – Commento al Vangelo del giorno, 2 Agosto 2019

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Gesù non è di proprietà di alcuno. Non è della “loro” sinagoga né è della sua famiglia: è del Padre e di Lui annuncia il cuore e le opere.

Prodigio d’amore

Sei sapiente.
Sei capace di prodigi.
Sono piena di stupore per quello che fai e dici.
Sono piena di amore per quello che sei.
Nessun disprezzo, amore mio.
So chi sei e cosa fai e da dove vieni.
Tutto l’amore che hai ricevuto da tua madre, da tuo padre, da fratelli e sorelle.
Ha fatto di te questo uomo meraviglioso che sei.
Nessuno scandalo, amore mio.
Sei tu stesso il primo prodigio.
Prodigio d’amore.

Sei tra i tuoi cari.
A casa tua.
Tra le tue cose.
Tutti sanno chi sei.
E si scandalizzano.
E si stupiscono.
Non ci credono che tanta bellezza, tanta sapienza, tanto amore.
Possano nascere in una famiglia, tra amici, nella vita di ogni giorno.
E se non credi alla realtà delle cose piccole e familiari, ti perdi tutti i prodigi.
Se non credi al figlio del falegname, ti perdi Dio.

È sempre così.
Quando pensiamo di sapere tutto di una persona.
Non la guardiamo più.
Non l’ascoltiamo più.
Abbiamo la nostra immagine in testa.
E basta.
Anche per te, amore mio, la stessa sorte.

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Mt 13, 54-58
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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