don Mauro Leonardi – Commento al Vangelo del 5 Dicembre 2018

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Sfamare vuol dire spezzarsi. Carità significa moltiplicare le briciole degli atti minimi di carità. Gesù significa avere la folla con sé, per tre giorni. Come Maria per tre giorni lì, vicino al sepolcro, senza mangiare, quasi spenta ogni speranza e da quel buio creare una fecondità che non ha fine, che si moltiplica, che sfama tutti, per sempre.

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Poesia

Non mi mancherà più nulla

C’è così tanta folla.
Ogni volta che ti fermi.
Si fermano tutti.
Tutti ti accerchiano.
Ogni volta che ti fermi.
La terra intorno ai tuoi piedi si riempie.
Zoppi, storpi, ciechi, sordi, tanti tanti.
Riempiono la terra intorno ai tuoi piedi.
Riempiono il tuo cuore.
Il tuo sguardo.
Ed è subito vita, salvezza.
Basta la terra accanto ai tuoi piedi.
Basta un amico con le gambe buone.
Un amico che ci vede.
Un amico che ci sente.
E io, che non cammino, che non ti vedo, che non ti sento.
Riesco ad arrivare a te.
Le spalle di chi mi ama su cui appoggiarmi.
E lo sguardo del mio Gesù che si appoggia su di me.
Ed è vita
Ed è amore.
La mia casa è qui, sulla terra intorno ai tuoi piedi.
Amore mio.

Arrivano.
Arrivano.
Non stanno in piedi.
Non parlano.
Non sentono.
Non vedono.
Ma arrivano.
Si appoggiano.
Si lasciano portare.
Si lasciano guidare.
Non sentono le parole ma il tuo viso parla con gli sguardi.
E capiscono.
Capiscono che sono arrivati.
Sono arrivati a casa.
E ora è vita per tutti.
Per tutti.

Sono tutti a bocca aperta.
Tutti immobili dallo stupore.
Vedono solo te.
Non sentono più nessun rumore di folla ma sentono e guardano solo te.
Chi zoppicava ora cammina.
Loro sono rimasti immobili.
Chi era cieco, ora vede.
Loro ora vedono solo te.
Chi era sordo ora sente.
Tutto, tutti.
Loro non si accorgono più di nulla.
Stupiti.
Rapiti.
Tutti ai tuoi piedi.
Erano venuti per un miracolo e hanno trovato la vita.
E i giorni passano.
Ma loro neanche se ne accorgono.
Hanno trovato la vita.

Amore mio.
Amore mio grande.
Amore mio grande.
Mi hai dato la vita.
E ti avevo chiesto solo delle buone gambe, occhi e orecchie nuove.
Mi hai dato la vita.
Non riesco a staccarmi da te.
E tu da me.
Continui a guardarmi.
E io, te.
Mi hai dato la vita.
E ora me la riempi.
Di pane, di pesce.
Che non finisce finchè non sono sazia.
Che non finisce finchè non ne ho piena anche la borsa.
Mi togli la fame.
Mi togli la paura della fame.
Mi sfami e mi liberi.
Amore mio.

Non è un problema di deserto.
Fosse anche un campo di grano.
Fosse anche un mare di pesci.
Non basterebbe a sfamarmi.
Non è un problema di quello che hai.
Fosse anche tanto.
Non basterebbe a sfamarmi.
Siediti vicino a me.
Siediti vicino alla mia fame.
Sentila.
Sentimi.
Tira fuori quello che hai.
Non ti preoccupare se è poco.
Continua a guardarmi.
A sentirmi.
Tira fuori quello che hai.
Dì le parole che dice Lui.
Spezza con le tue mani quello che hai.
Fanne bocconi.
Dammeli.
Ancora.
Ancora.
Ancora.
Saziami di quello che hai.
Spezzalo.
Dammelo.
Sono piena, ora.
Piena di te.
Delle tue mani.
Come dice Lui.
Come fa Lui.
Fai tu.
Ecco perché basta.
Ecco perché avanza.

Ho fame.
Non mandarmi via.
Fammi sedere accanto a te.
Ho fame.
Ho fame del tuo poco.
Prendilo nelle tue mani.
Dallo a Lui.
Spezzalo come fa Lui.
E poi.
Riempimi la bocca.
Ho fame del tuo poco.
Perché è tuo.
E poi.
Non lasciare nulla.
Perché nulla è poco.
Perché nulla è avanzo.
Perché nulla è inutile.
Tutto quello che passa per le sue mani non finisce più.
Tutto quello che passa per le sue mani riempie la bocca, pancia, borse.
Non mancherà più nulla alla mia vita.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 15, 29-37
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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