don Mauro Leonardi – Commento al Vangelo del 1 Aprile 2019 – Gv 4, 43-54

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Gesù torna a Cana e anche questa volta realizza un miracolo che evita oltre il dolore anche la vergogna: infatti come agli sposi mancava il vino, così al funzionario del re sta per mancare l’erede maschio, il figlio su cui riporre ogni speranza e l’eredità del proprio ruolo. E la fede, che per molti è una prova da chiedere a Gesù, qui si fonda sulle parole di Cristo, su un’ora e un momento in cui, nel silenzio di una casa, la vita torna a splendere grazie a Gesù salvando non solo un figlio, ma un’intera famiglia

Se è amore non ha un perché

Ti amano per quello che fai di bello e amabile.
Ti accolgono per quello che fai di miracoloso.
Vogliono la bellezza, l’amore, i miracoli.
Ma non vogliono te.

Si ricordano di Cana.
Vogliono il vino buono
Ma non vogliono versare l’acqua.

Amare non è amare te.
Amare sei tu.
I miracoli non sono quello che fai.
Tu, tu con me, è un miracolo.

Se è amore.
Non ha un perché.
Se è amore.
Non porta segni, prove.

A volte i più vicini a te non ti vedono.
Ci vuole uno straniero.
Che solo perché crede a quello che sei, torna.
Non sono gli occhi che servono a vederti.
È la fede.
Non sono i miracoli che dicono chi sei.
È la fede.
Perché si crede solo a quello che si ama.
Se vuoi vedere, se vedi, che fede è?
Non sono i prodigi che mi hanno fatto credere in te.
Ti credo perché sono innamorata.
E l’ora in cui mi hai ridato la vita.
La sappiamo io e te.

  1. Gv 4, 43-54
    Dal Vangelo secondo Giovanni

    In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
    Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
    Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
    Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
    Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.