Don Maurizio Mirilli – Commento al Vangelo del 26 Aprile 2020

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LETTURA

Nella prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, Pietro, predicando agli uomini d’Israele, annuncia con franchezza che Colui che essi avevano crocifisso, Gesù Cristo, era risorto, proprio come aveva profetizzato il patriarca Davide. Annuncio che Pietro ribadisce anche nella sua prima lettera, dove specifica che il prezzo della nostra salvezza fu pagato non con cose effimere, ma con il sangue di Cristo. Il Figlio di Dio, infatti, per riscattarci dal peccato doveva patire, soffrire e versare personalmente il suo sangue, come previsto dalle Scritture. Nel brano dal Vangelo di Luca il Risorto, apparendo ai discepoli di Èmmaus, spiega loro proprio questo: la sua crocifissione era stata il compimento di ciò che era stato profetizzato riguardo a Lui.

MEDITAZIONE

La delusione dei due discepoli di Èmmaus, di fronte alla morte in croce di Gesù, fu tale da abbattere tutte le loro speranze circa la liberazione di Israele. Il loro atteggiamento fu umanamente comprensibile, tant’è che Gesù risorto si prodigò per aiutarli nella loro delusione, mettendosi proprio in cammino con loro. Accade anche a noi oggi, di fronte alle sofferenze, di rimanere delusi da Dio. Spesso non comprendiamo il senso della croce, del dolore in noi e intorno a noi, fino a perdere quella speranza che avevamo riposto in Gesù. Molte persone, dopo essere state travolte dal male, dopo aver visto morire una persona cara, mi dicono che Gesù era stato la loro speranza, ma che Lui non ha fatto nulla per aiutarli.

Eppure, proprio ciò che sembra essere fonte di questa delusione, proprio la condanna a morte di Gesù e la sua crocifissione, è in realtà fonte della liberazione dell’uomo dal peccato e da ogni forma di male. La crocifissione, il sangue versato da Gesù, è il prezzo della nostra libertà, è il costo che il Padre celeste ha dovuto pagare per portare a compimento le promesse fatte a Israele. Noi valiamo il sangue di Cristo, il quale ha accettato di condividere con noi non solo la vita, ma anche la sofferenza e la morte, pur di salvarci. Non dobbiamo mai dimenticare quanto siamo preziosi agli occhi di Dio. Il sangue versato da Gesù ne è la prova. Sulla croce Gesù ci è salito per portare al Padre tutte le nostre sofferenze, e il Padre facendolo risorgere ha permesso anche a noi di rinascere a vita nuova. Il crocifisso, dunque, da segno di maledizione è diventato per noi segno di benedizione e di speranza. Ecco perché siamo felici di averlo con noi e lo mostriamo, perché ci ricorda il prezzo della nostra salvezza.

PREGHIERA

Che io, Signore, nei momenti di sconforto e di dolore, sappia rivolgere lo sguardo verso la croce che tu hai portato per me. Che io speri in te, contemplando il mistero del tuo amore, quello che hai provato per me lasciandoti inchiodare sulla croce. Che io non dimentichi mai che valgo il tuo sangue. AGIRE Oggi indosserò il crocifisso, al collo, al polso o sul vestito, e lo farò con gioia e fierezza, ricordandomi di quanto sono prezioso agli occhi di Dio.


AUTORE: Don Maurizio Mirilli
FONTE: Messa, meditazione domenicale – IL VANGELO: VITA NELLA TUA VITA
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