don Marco Scandelli – Commento al Vangelo del 6 Dicembre 2020

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La mediazione di Dio che è la vocazione umana ad amare

C’è un prima, c’è sempre un prima rispetto al riconoscimento della Presenza di Dio in questo mondo. Per quanto il suo essere con noi sia straordinario e dunque per sua natura impossibile da non recepire, Dio si presenta alla nostra vita sempre attraverso una mediazione, per evitare che la sua grandezza possa schiacciarci, la sua luminosità possa renderci ciechi, la sua verità possa annichilirci.

Questa mediazione, però, non è soltanto una strategia di Dio: è nella stessa sua natura proporsi nella sua verità, nella sua grandezza, nella sua luminosità attraverso un medium, che non è altro poi che se stesso, cioè la carità. Questo prima che accade è un atto di amore di Dio nei confronti delle sue creature, di me e di te.

L’invito di questa domenica è di farci umili, di non prendere noi il posto di Gesù, di accompagnare le persone a camminare con le proprie gambe e non ad eseguire gli ordini di un altro. La profezia di Isaia anche oggi ha bisogno di avverarsi e quel Giovanni di cui si parla possiamo e dobbiamo essere io e te. Non c’è bisogno di vestire con le pelli del cammello e di mangiare cavallette: ma almeno accompagniamo i nostri fratelli all’incontro con Gesù diventando vetri trasparenti, voce flebile, strumenti e mediatori della sua Presenza.


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AUTORE: don Marco ScandelliSITO WEB CANALE YOUTUBE