don Marco Scandelli – Commento al Vangelo del 26 Febbraio 2021

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Che cos’è la giustizia? Si uccide solo con le pistole?

Gesù parla di una giustizia da scriba e fariseo che tu devi superare. Domanda: qual è la loro giustizia? È quella che si ferma alla lettera della norma morale che abbiamo tutti inscritta nel cuore. Farisei e scribi sono giusti – potremmo dire – quanto il minimo sindacabile richiede. Se la norma generale dice che non bisogna uccidere, allora insegneranno a non fare questa brutta azione oppure a portare il peccatore in giudizio.

Ma Gesù amplifica la questione spostando l’attenzione da chi viola le norme a chi ne subisce il danno. Infatti, il problema non consiste tanto nella oggettiva azione che si compie quanto piuttosto nelle conseguenze che essa può avere in modo soggettivo nel fratello. Come presume la virtù della giustizia. Dare a ciascuno il suo. Se io mi arrabbio contro un uomo o una donna, già sto commettendo un peccato anche se non è scritto nero su bianco. Perché arrabbiandomi lo tratterò male e trattandolo male non farò quel bene che dovrei. Anche se avessi tutte le ragioni per essere arrabbiato.

Del resto, ci dice Gesù, l’arrabbiatura è il primo gradito che conduce all’omicidio. Prima mi arrabbio, poi penso male, arrivo a trattar male ed infine ad uccidere prima socialmente (faccio finta che non esista o gli faccio terra bruciata intorno) e poi magari anche realmente (un colpo di pistola!) quel fratello che invece dovrei sempre amare.


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AUTORE: don Marco ScandelliSITO WEB CANALE YOUTUBE