don Marco Scandelli – Commento al Vangelo del 23 Febbraio 2021

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Basta pregare male! Impariamo a pregare come Gesù comanda!

Normalmente quando si commenta questo brano si da poca attenzione all’occasione che offre a Gesù l’opportunità di insegnare il Padre nostro. Si tratta del fatto che i discepoli si erano accorti che i pagàni sprecassero molte parole per ingraziarsi gli dei.

In effetti, il paganesimo antico insegnava che la preghiera dovesse basarsi su due concetti principali: invocare in tutti i modi possibili il dio da ingraziarsi, per far risaltare la sua bontà, la sua mitezza, il suo altruismo. Non a caso le lingue antiche conoscevano il caso grammaticale detto “vocativo”. E, in secondo luogo, cercare di usare quante più parole per dire esattamente ciò che si chiedeva per evitare fraintendimenti.

Gesù per questo dice: il Padre vostro da già ciò di cui avete bisogno. Ma allora in cosa consiste la preghiera cristiana? In una formula? No. Affatto. Nel ripetere 10 padre nostro? Neppure. La preghiera cristiana consiste in un dialogo – di cui il padre nostro ne è solo esempio – da instaurare con Dio perché ci doni la forza di essere come Lui. La preghiera per il Cristiano dunque si divide in due parti. La prima è una palestra (i Rosari, le cosiddette preghierine, ecc); la seconda è la gara vera e propria: il dialogo con Dio. Entrambe sono importati.

Ma la prima è propedeutica alla seconda. Significa che deve essere di aiuto ad un dialogo naturale con Dio che ci ascolta ma soprattutto che ci parla non se noi lo stressiamo a parole, ma se noi lo invochiamo come Padre.


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AUTORE: don Marco ScandelliSITO WEB CANALE YOUTUBE