don Marco Scandelli – Commento al Vangelo del 13 Dicembre 2020

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La nostra speranza presto diventerà certezza granitica

Ma Giovanni è testimone di cosa? Semplicemente del fatto che Gesù è il Cristo? No! La sua testimonianza non riguarda la divinità di Gesù, bensì riguarda l’anelito naturale di tutti verso qualcuno che ci liberi, che ci salvi, che ci preferisca nell’amore. tutto l’agire di Giovanni, pertanto, come il suo battesimo con l’acqua o il riconoscersi infimo rispetto a colui che deve venire, ci testimonia di quanto la natura dell’uomo sia quella di un essere finito che desidera però l’infinito.

Che grandezza ha l’uomo: condivide la materialità dell’universo, ma a differenza di ogni altro elemento dell’universo ha la consapevolezza di esistere e di desiderare. I sogni, le speranze, i desideri, le attese che ci caratterizzano non sono cose infantili da tacitare, come mi disse una volta un mio parente. l’entusiasmo per la vita, l’intraprendenza nel lavoro, la voglia di costruire qualcosa di duraturo e di buono non sono fantasie da bambini né illusioni di visionari: davvero la risposta a quella gioia che tante volte ci sembra un miraggio esiste.

Davvero possiamo gioire. Perché anche se ancora non vediamo splendere in alto il sole del meriggio, già contempliamo le prime luci dell’alba. E nell’oscurità più totale, basta anche un piccolo e flebile cerino a rompere il nero della disperazione.


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AUTORE: don Marco ScandelliSITO WEB CANALE YOUTUBE