don Manuel Belli – Commento al Vangelo del 7 Marzo 2021

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Il Vangelo della terza domenica di Quaresima ci porta al tempio. Gesù caccia i venditori del tempio. Si tratta di un invito forte a comprendere ciò che è cuore della fede e ciò che è contorno, per non sbagliare gli equilibri. E si tratta anche con onestà di non far diventare la fede un pretesto per doppi fini.


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Cosa dice il testo?

  • Il contesto: Il racconto della cacciata dei venditori del tempio è collocato nei vangeli sinottici alla fine del ministero pubblico di Gesù, e diviene la causa immediata della decisione di farlo condannare a morte. Nel vangelo di Giovanni siamo invece all’inizio della missione di Sembra quasi che l’intera esistenza di Gesù sia da leggere come la costruzione del nuovo tempio in cui Israele può incontrare Dio.
  • Il tempio è l’istituzione religiosa fondamentale del popolo di Israele. Non è solo un edificio religioso, ma il luogo in cui è culminato il cammino dell’esodo e la sede della presenza del Signore sulla terra. Solo nel tempio erano possibili i sacrifici e nel tempio era custodita l’arca dell’alleanza nel Santo dei santi, il luogo più sacro di tutta la terra dove poteva entrare una volta all’anno il solo sommo Di fronte ad una istituzione così importante, le discussioni erano molto numerose. In particolare i profeti erano piuttosto agguerriti nel dichiarare come il tempio senza una conversione personale non ha alcuna portata salvifica, e anzi rappresenta una illusione. Nel capitolo 7 del profeta Geremia abbiamo forse l’attacco più feroce dei profeti all’illusione che, avendo il tempio e potendovi fare sacrifici, la salvezza sarebbe quasi una cosa automatica: Geremia dice che chi rifiuta di convertirsi, ma poi frequenta il tempio pensando di ottenere così salvezza, confida in parole menzognere. Evidentemente Gesù si inserisce in questa tradizione di polemica profetica sul tempio. Il profeta Zaccaria scrive: “In quel giorno non vi sarà neppure un commerciante nella casa del Signore” (Zc 14,21).
  • Proviamo a comprendere più nel dettaglio il senso del gesto profetico di Gesù. Nel tempio ci sono persone che vendono buoi, pecore e colombe. Tutto era in funzione del culto: nel tempio si compivano sacrifici, e per sacrificare servivano gli animali. I venditori ti permettevano di acquistare nel tempio l’animale da sacrificare, per comodità. Inoltre le offerte e gli acquisti non potevano essere fatti con denaro straniero considerato impuro, ma solo con la valuta del tempio. Per questa ragione c’erano dei Tutto sembra perfettamente organizzato, minuziosamente regolato, e ognuno ne trae profitto. Il fedele più comodamente sacrificare, i commercianti guadagnano, i cambiamonete fanno cassa. Il sacrificio, che dovrebbe essere l’atto di maggiore gratuità possibile nei confronti di Dio, diventa una macchina perfetta per fare profitto. Il fedele compra un servizio religioso e i commercianti del tempio lo vendono. Il tutto senza violare la minima regola religiosa, ma anzi rispettandole tutte. Gesù smaschera questo meccanismo di un rapporto con Dio da mercato.
  • I discepoli reagiscono ricordando una frase della Scrittura: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà» (Sal 69). Il salmista parla del proprio zelo per la casa del Non è da sottovalutare il verbo al futuro (nel salmo è al passato): Gesù sarà divorato dallo zelo per la casa del Padre. L’allusione è evidentemente alla pasqua: Gesù è così preso da desiderio di creare un rapporto di libertà con Dio che darà la vita per questo. Gesù rifonderà il culto perché non offrirà più una vittima a Dio per ottenerne dei favori, ma tutto se stesso per amore, e questo è il suo zelo.
  • I Giudei chiedono invece un segno. Non si tratta di una questione da Da un lato è la domanda tipica del vangelo di coloro che non vogliono fare il passo della fede. Ma essi si accorgono che la questione è Gesù. Il gesto di cacciare i venditori significa che egli si pone in dialettica e in polemica con “l’economia del tempio”: l’onere della prova è suo. Deve egli manifestare chi è per poter ingaggiare una polemica del genere. Tutto sta o cade in base a chi è lui.
  • Gesù non si limita a parlare di sé come di un profeta che chiede di vivere il tempio con maggiore coerenza: egli si presenta come colui che può fare risorgere un nuovo tempio, per cui questo deve essere Se essi avessero il coraggio di pensare ad un nuovo inizio, nella sua persona ì disponibile un nuovo modo di accostarsi al mistero di Dio. La pretesa non è certo piccola: il tempio non sarà più necessario dopo di lui. La sua morte e il suo corpo offerto diventeranno l’unico sacrificio gradito a Dio, e non si tratterà di offrire nuovi sacrifici, ma di stringersi alla sua offerta d’amore e di libertà al Padre. Di fronte alla sfida dei giudei (“Quale segno?”), Gesù rilancia altissimo!
  • I giudei scelgono la strada del ridicolo e dell’ironia: non raccolgono la controproposta di Gesù. Preferiscono I discepoli invece non comprendono il fatto, ma restano aperti a ciò che accadrà. La risurrezione, la memoria della vita di Gesù e le profezie di Israele diverranno il laboratorio in cui i discepoli comprenderanno l’identità di Cristo.
  • Sentire che “Gesù non si fidava di loro” può suonarci strano. In realtà è da leggere in riferimento all’affermazione precedente: senza il laboratorio della fede che prevede il passaggio per la meditazione del Primo Testamento, della vita di Cristo e della sua Pasqua, la fede è imperfetta e immatura. Gesù sembra frenare i facili entusiasmi: serve pazienza e

Cosa mi dice il testo?

«Non fate della casa del Padre mio un mercato!». Ci sono “logiche di mercato” nella mia vita di fede? Ossia pratiche svolte per abitudine che mi servono per stare bene, per rassicurarmi, per farmi sentire “apposto”?

«Quale segno ci mostri?». Sono aperto alla manifestazione di Gesù nella mia vita, o sono in una fase di chiusura?

«Credettero nella Scrittura e nella parola di Gesù». Come alimento la mia vita di fede? Entro nel laboratorio della fede fatto di meditazione della Scrittura e di memoria di Gesù?

«Non si fidava di nessuno». Sento la mia fede come matura o è ancora troppo superficiale?

Colloquio

Mi rivolgo al Signore parlando a tu per tu: gli chiedo di purificare la mia vita di fede e di tenere lontane da me le logiche di mercato del sacro.

Fonte: il Canale YouTube di don Manuel

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