don Manuel Belli – Commento al Vangelo del 29 Novembre 2021

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ENTRO IN PREGHIERA

Trovo la pace. Penso che mi sto mettendo alla presenza del Signore. Chiedo ciò che mi serve oggi per la mia vita spirituale. Invoco lo Spirito Santo con la preghiera:
Dirigendo la mia attenzione verso la fede,
per quanto ho potuto,
per quanto tu mi hai concesso di potere, ti ho cercato
e ho desiderato di vedere con l’intelligenza
ciò che ho creduto,
e ho molto disputato e molto faticato.
Signore, mio Dio, mia unica speranza, esaudiscimi,
e fa che non cessi di cercarti per stanchezza
ma cerchi sempre il tuo volto con ardore.
Dammi tu la forza di trovarti,
tu che mi ha concesso di cercare
e mi hai dato la speranza di incontrarti
con una conoscenza sempre più perfetta.
Davanti a te stanno la mia forza e la mia debolezza:
conserva quella, guarisci questa.
Davanti a te stanno la mia scienza e la mia ignoranza:
dove mi hai aperto, ricevimi quando entro,
dove hai chiuso, aprimi quando busso.
Fa che mi ricordi di te, che comprenda te, che ami te.
S. Agostino

Cerco la pace, mi concentro sul fatto che sto per incontrare il Signore, chiedo perdono dei miei peccati e mi dispongo a perdonare di cuore il male subito. Chiedo al Signore una grazia che sento particolarmente importante per la mia vita spirituale.

LEGGO IL TESTO

Leggo il brano con calma, lo rileggo. Mi soffermo su ciò che più mi colpisce. Ripeto la frase o l’espressione che sembra parlare oggi a me. Cerco di immaginare la scena, e immagino me stesso nella scena. Ascolto ciò che provo, le consolazioni che nascono e le desolazioni.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

COSA DICE IL TESTO

Posso leggere il breve commento oppure guardare il video allegato
«Io verrò e lo curerò». A me verrebbe da dire: affare fatto! Mi è andata bene questa volta. Il centurione sembra aver ottenuto quello che desiderava. E invece colpo di scena: «Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto». Il centurione realizza una sproporzione, ha una intuizione di grande finezza: non gli è dovuto che Gesù entri in casa sua. Non solo non gli è dovuto, ma addirittura è una cosa enorme, grande, sproporzionata. Il centurione non arriva a questa intuizione dopo aver letto un grosso manuale di teologia. Mette assieme i pezzi. Parla della sua esperienza di capo militare, ma sa coglierla in profondità e sa ricavarne uno schema per pensare a Gesù.
In cosa consiste questa fede così grande del centurione? Forse in queste due cose: la capacità di mettere assieme i pezzi della sua vita e la grande finezza nel comprendere che la venuta del Signore nella sua vita non è una cosa banale. Bhe, non sono male come input per iniziare l’avvento.

COSA MI DICE IL TESTO?

Cerco di applicare alla mia vita quanto letto e meditato. Posso farmi aiutare dalle domande che seguono, oppure da altre che sono sorte durante la preghiera
1) metti assieme i pezzi! Guardando la tua vita, quali spazi ti sembra di vedere che invocano la presenza del Signore?
2) realizza la grandezza. La nostra umanità ha accolto la venuta del Figlio di Dio, che ogni giorno viene nella nostra storia. Non siamo degni. Ma lui viene comunque: non è dovuto, è dono!

COLLOQUIO

Termino rivolgendomi al Signore, esprimendo quello che più mi sta a cuore, parlando con lui da amico a amico, da figlio a Padre.


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