don Manuel Belli – Commento al Vangelo del 27 Marzo 2021

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Di primo acchito, la frase del sommo sacerdote sembra il massimo della violenza: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». La morte di Gesù sembra decisa per un meccanismo spietato di “ragion di stato” e di “calcolo”.

Ma è sorprendente il commento dell’evangelista: «Profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi». Non è un caso che il simbolo di Giovanni sia l’aquila, perché ci propone questi voli altissimi.

Egli rilegge l’espressione del sommo sacerdote, e vi scorge la verità che c’è nel piano di Dio. Sarebbe interessante imparare da lui questa operazione: provare a rileggere le cose dall’alto, alla luce della parola del Signore, mettendo insieme i pezzi, e scorgendovi i semi del regno di Dio. Anche una frase che è violenta, non manca così di fare il suo dono.

Forse la vita è più ricca di doni di quanto ci aspettiamo, e la parola di Dio è in grado di indicarceli e di farceli gustare. Forse anche gli angoli di violenza, i vicoli di incomprensione, le notti di dolore, ciò che riga le nostre guance con una lacrima o con uno schiaffo possono rilasciare i loro di doni se con Giovanni accettiamo di volare alto.


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