don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 6 Giugno 2019 – Gv 17, 20-26

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“Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me”. Sembra un gioco di matrioske, ma quello che Gesù ci dice nella pagina del vangelo di Giovanni è di una bellezza e verità profondissima. Dov’è il Padre? Il Padre è nel Figlio. E dov’è il Figlio? Il Figlio è in noi. Qual è la parte più visibile di Dio? Noi.

Questa è la grande responsabilità che ci è stata consegnata, e cioè quella di essere la visibilità di Dio. E ciò è possibile perché l’amore ci fa entrare nell’altro in maniera profonda. Quando si ama qualcuno allora quell’amore ci entra talmente tanto dentro che tutto quello che si fa è influenzato da quell’amore. In questo senso ogni cosa parla di quell’amore. Tutto ciò che Gesù ha fatto nella vita lo ha fatto rendendo visibile l’amore del Padre.

E questo perché è talmente forte e vero l’amore che ha per il Padre e che il Padre ha per lui, che ogni cosa che ha fatto l’ha fatta influenzato da quest’amore. Allo stesso modo l’amore profondo per Cristo dovrebbe raggiungere così profondamente noi da lasciare che questo amore influenzi tutto quello che facciamo così da poter dire che ogni cosa fatta è un modo di mostrarsi dell’amore di Cristo. Chi vede cioè quello che facciamo, in un certo senso, vede l’amore di Cristo, e chi vede l’amore di Cristo vede l’amore del Padre.

Non è un gioco di parole ma forse è l’immagine più bella di che cosa ha fatto l’amore di Dio. Nessuno allora può dire di non vedere Dio, perché incontrando ogni cosa fatta da un discepolo che ama Gesù, è incontrare nei fatti Cristo stesso.

È così che Dio ha scelto di toccare la vita degli uomini: attraverso Suo Figlio. E suo Figlio ha scelto di toccare la vita degli uomini attraverso di noi. La più grande nostra responsabilità è non tradire questo passaggio di amore. Quando noi non amiamo, impediamo a Cristo di amare e agli altri di vedere Dio. In questo senso i peccati di omissione sono ugualmente peccati gravi, perché non fanno male ma privano del bene gli altri, e questo è ancora più male.

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Siano perfetti nell’unità!

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 17, 20-26

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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