don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 4 Giugno 2019 – Gv 17, 1-11a

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“Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”. Sembra una cosa così ovvia questa affermazione, ma ovvia non è.

Tutti siamo convinti che la vita eterna consiste in una vita dove tutto è risolto. La immaginiamo come questa vita con l’unica aggiunta che non ci sono più imperfezioni, problemi, incidenti di percorso. La vita eterna non è  la versione migliorata di questa vita.

È una vita radicalmente diversa da questa, anche se parte da qui. È come la vita radicalmente diversa di un bambino che passa dal chiuso del grembo di sua madre, al? aperto della vita fuori da quel grembo. Ciò che lo aspetta fuori è radicalmente diverso dalla semplice placenta. Gesù, dicendo che la vita eterna è conoscere Dio e suo Figlio, sta dicendo che la vita eterna non è dopo, ma è a partire proprio da questo incontro.

Ci sono cose che dopo che le hai incontrate non ti lasciano più uguale a prima. Tra queste cose ce n’è una radicale, la più decisiva, è quella dell’incontro con Cristo. Chi lo ha incontrato veramente non ha più la stessa vita di prima. Nulla è più come prima. È entrata la dinamica dell ‘eternità lì dove noi sperimentiamo solitamente la dinamica delle cose che finiscono. Dopo che hai assaggiato un vino buono, nessun altro vino sarà uguale, perché hai un termine di paragone che ti fa accorgere di ciò che vale e di ciò che non vale.

Prima di quel sorso di vino buono, anche un vino scadente poteva essere ritenuto buono, ma dopo quel sorso nulla è come prima. L’incontro con Cristo ci fornisce un termine di paragone che cambia completamente la percezione della vita. Si distingue subito ciò che vale da ciò che non vale, ciò che è vero da ciò che è falso, ciò che è bene da ciò che è male, ciò che ci intrattiene da ciò che invece ci salva.

“Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato”.

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Padre, glorifica il Figlio tuo.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 17, 1-11a

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:

«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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