don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 31 Maggio 2019 – Gv 16, 23b-28

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“Nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla”. Basterebbe questa sola frase a riempire tutta la nostra giornata, perché forse la paura più grande che viviamo nell’esperienza della gioia è la possibilità molto realistica che finisca.

La gioia però che ci dà Cristo è senza scadenze. È una gioia che riempie talmente tanto la nostra vita di gratitudine da non riuscire a domandare nient’altro. Infatti quando una persona si sente grata non chiede nulla, ringrazia e basta. Io ho conosciuto persone così. Persone santificate fino al punto da riuscire a dire solo “grazie”. È uno degli stati più alti della vita spirituale.

Un giorno il mio vescovo mi raccontò che quando era parroco di un paesino di montagna, ebbe la fortuna di conoscere  una donna, moglie e madre di famiglia. Questa donna ormai alla fine del viaggio della sua vita, dopo averne passate di cotte e di crude, non si era mai lamentata e aveva sempre posto fiducia nell’amore del Signore.

Gli ultimi giorni della sua vita, il mio vescovo che era il suo parroco, andò a trovarla, e le domandò come stesse. Lei rispose che era triste perché non riusciva più a pregare, infatti tutte le volte che prendeva in mano la corona del Rosario, iniziava l’Ave Maria e riusciva a dire solo “Ave Maria, grazie! Raccontava che era l’unica cosa che le sgorgava dal cuore ogni volta che si metteva a pregare.

Non poteva sapere quella povera donna, a che livello di vita mistica e spirituale l’aveva condotta il Signore proprio attraverso le prove e le contraddizioni della sua vita domestica, in quella normalità che delle volte ci fa maledire la vita e non certo ringraziarla. Più di tutti, il marito era stato la sua più grande croce e mortificazione, e confidò che offriva quella sofferenza e quella morte per la sua conversione.

Nessuno poteva immaginare tempo dopo la sua morte, che quell’uomo così chiuso, ostinato e lontano da Dio si convertisse. Morì in grazia di Dio pure lui, tenendo in mano la stessa corona del Rosario della moglie.

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Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 16, 23b-28

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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