don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 29 Giugno 2019 – Mt 16, 13-19

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Ogni tanto il Vangelo fa bene a rivolgerci queste domande. Sono domande che ci aiutano a ricentrarci su ciò che conta:

“La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti” E anche ai nostri giorni dobbiamo domandarci: in una società come la nostra come Io si considera Cristo?

Potremmo dire che delle volte è bestemmiato, altre volte difeso sui muri delle scuole e degli ospedali, altre volte relegato a oggetto in qualche chiesa/museo, altre volte ancora sbandierato come il garante di una morale e di una visione di vita.

Ma per quanto queste considerazioni possono anche risultare più o mene vere, o più o meno giuste o ingiuste, la vera domanda è un’altra: <<Voi chi dite che io sia?». Se ci ritroviamo semplicemente in una delle risposte precedenti allora c’è da preoccuparsi.

È troppo poco pensare che Cristo sia solo una cosa così. Per quanto lodevole, considerare Cristo qualcosa da difendere, proteggere, o promuovere non gli rende davvero giustizia. Cristo è infinitamente di più. Per questo è Pietro che ha la risposta giusta a questa domanda: <<Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”>>.

Gesù è il motivo per cui la nostra vita è veramente viva. Non è una morale da difendere, né un oggetto semplicemente da appendere per segnare il territorio, né tanto meno qualcosa da brandire per colpire qualcuno. Gesù è una Persona viva e vera, ed è viva e vera adesso.

E finché non lo consideriamo come qualcosa di vivo e di vero, lo ridurremo sempre ad oggetto. Pietro dice che Gesù è quello per cui ci svegliamo la mattina, per cui ci innamoriamo di qualcuno, per cui piangiamo davanti alla bellezza, o che fa fremere il nostro cuore nella debolezza.

Gesù è il motivo. Gesù è ciò che fa valere la vita. E una cosa simile la si può solo mostrare con la vita stessa. Se Gesù non diventa vita vissuta allora dobbiamo solo accontentarci di appenderlo a un muro e chiuderlo in un libro. Il mondo ha bisogno invece di incontrarlo vivo.

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Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16, 13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore.

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